Influenza Killer: virus più aggressivo, italiani ko. Picco, consigli e rimedi

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Mezzo milione di italiani sono stati già a letto causa influenza stagionale, circa 115mila solo nella passata settimana. Il sopraggiungere di una polmonite, soprattutto nelle persone anziane, può rivelarsi fatale se non trattato in modo tempestivo e corretto: questo fattore unito al dato riguardante il vaccino antinfluenzale, utilizzato solo dal 55% degli ultra sessantacinquenni, non fa ben sperare per l’arrivo del picco influenzale, previsto intorno alle feste di Natale. La vaccinazione è gratuita per tutti gli over 65 e per alcune categorie di persone a rischio come gli operatori sanitari, le donne incinte e i malati cronici.

“Si prevede che il picco del contagio nel periodo natalizio ma c’è tempo fino al 31 dicembre per effettuare un’adeguata prevenzione”, dichiara Michele Conversano, presidente HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo. E’ stata quindi registrata un’incidenza totale pari a 1.89 casi per 1000 assistiti. Come preannunciato, l’incidenza si conferma “lievemente superiore a quello delle precedenti stagioni influenzali”. Ma tra i bimbi sotto i 4 anni, la fascia più colpita, si registrano quasi 6 casi su mille.

A sollevare le preoccupazioni degli esperti però sono i numeri di chi non si vaccina. I dati diffusi dal Rapporto OCSE (Organizzazione e Cooperazione e sviluppo economico) parlano chiaro: rispetto allo scorso anno gli anziani che si sono vaccinati contro l’influenza sono calati del 10%. “Degli oltre 9 mila adulti intervistati, di cui oltre mille nel nostro Paese – prosegue – solo il 20% sa che esiste un vaccino contro la polmonite“. Innanzitutto, gli esperti raccomandano di stare al riposo, lavarsi le mani molto spesso, soffiar regolarmente il naso e fare degli sciacqui con la soluzione salina, fare impacchi caldi sul naso, e se proprio non avete la pazienza che il virus faccia il suo corso, e volete accelerare la guarigione, gli esperti consigliano di fare dei gargarismi con acqua e sale, e rimanere più possibile al caldo. Se si combinasse la vaccinazione antinfluenzale al vaccino antipneumococcico si potrebbe arrivare a ridurre il numero di decessi anche del 60%.

E’ per questo che sottovalutare il vaccino contro l’influenza 2016-2017 è essenzialmente equivalente al sottovalutare il rischio di polmonite.

“Purtroppo – aggiunge il direttore di HappyAgeing Marco Magheri – circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali, una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all’accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane”. “Vaccinarti protegge te e coloro che ti stanno accanto”: è uno dei messaggi lanciati pubblicando sul sito web dell’istituto le foto delle proprie vaccinazioni.

➔ L’influenza è una malattia infettiva provocata da virus. Normalmente si risolve in pochi giorni,tuttavia,in alcune persone può causare complicanze anche gravi. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze.La protezione si sviluppa circa dopo due settimane dalla somministrazione del vaccino. Poiché i virus influenzali cambiano di frequente,è consigliabile vaccinarsi tutti gli anni. In Italia,perla situazione climatica e l’andamento delle epidemie influenzali,il momento migliore per farsi vaccinare va dalla metà di ottobre alla fine di dicembre.

➔ L’influenza ha un periodo d’incubazione breve,in media 2 giorni,durante il quale si è già contagiosi.In particolare,il periodo di contagiosità comincia qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e si prolunga per circa 3-5 giorni dopo.Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Il virus influenzale si trasmette attraverso le goccioline di muco e di saliva di chi tossisce e starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Quindi si diffonde con più facilità negli ambienti chiusi e affollati. Scegliendola vaccinazione non proteggi soltanto te stesso,ma anche quelle persone che ti stanno intorno per le quali contrarre l’influenza potrebbe essere particolarmente pericoloso.

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita per le persone dai 65 anni in poi e per i soggetti con patologie croniche di base indipendentemente dall’età. È consigliata soprattutto alle persone che sono più a rischio di sviluppare forme gravi della malattia e complicanze. Per ridurre il rischio trasmissione, la vaccinazione è raccomandata anche ai familiari e ai soggetti in contatto con bambini di età inferiore ai 6 mesi (per i quali tale vaccinazione non è indicata)o con persone affette da patologie di base ad alto rischio di complicanze, che non possono essere vaccinati a causa di controindicazioni alla vaccinazione. Inoltre,la vaccinazione è raccomandata alle categorie che svolgono attività essenziali per la comunità e lavori socialmente utili (forze di polizia,operatori sanitari,ecc.)

➔ I dati nazionali mostrano che ancora solo una piccola percentuale dei soggetti a rischio viene effettivamente vaccinata contro l’influenza. Rivolgiti al tuo medico di fiducia,troverai informazioni chiare e complete sulla malattia influenzale e sulle complicanze che può causare;sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini e sui loro vantaggi in termini di salute. E ricorda La prevenzione dell’influenza inizia dalle piccole azioni di igiene personale Non trascurare mai l’importanza del: 1. lavaggio delle mani (in assenza di acqua è consigliabile l’uso di gel alcolici) 2. la buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce,trattare* i fazzoletti e lavarsi spesso le mani) 3. l’isolamento volontario,a casa,delle persone con malattie respiratorie febbrili,specie in fase iniziale 4. l’uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali,quando si trovano in ambienti sanitari (come gli ospedali).

Comincia a crescere il numero di italiani colpiti dall’influenza:fino ad oggi sono stati già 500mila in meno di due mesi. La vaccinazione è gratuita per tutti gli over 65 e per alcune categorie di persone a rischio come gli operatori sanitari, le donne incinte e i malati cronici.

Il sopraggiungere di una polmonite, soprattutto nelle persone anziane, può rivelarsi fatale se non trattato in modo tempestivo e corretto: questo fattore unito al dato riguardante il vaccino antinfluenzale, utilizzato solo dal 55% degli ultra sessantacinquenni, non fa ben sperare per l’arrivo del picco influenzale, previsto intorno alle feste di Natale.

Nella settimana dal 28 novembre al 4 dicembre 2016, riporta InfluNet, il bollettino di sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), i casi sono stati circa 115mila, 20mila in più della settimana precedente e per un totale di circa 469.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza stagionale 2016/17.

“Anche se non è possibile stabilire con certezza l’andamento dell’ influenza – spiega il presidente HappyAgeing Michele Conversano (nella foto) – si prevede che il picco possa manifestarsi nel periodo natalizio“. In base ai dati inviati da medici e pediatri di famiglia, al momento si registrano 1,89 casi per mille assistiti.

A sollevare le preoccupazioni degli esperti però sono i numeri di chi non si vaccina. Secondo lo studio PneuVUEcondotto dall’Ipsos su 9 mila adulti europei, il 95% degli intervistati dichiara di sapere cosa sia, ma solo l’1% sa che la malattia è responsabile di più del doppio dei decessi rispetto agli incidenti d’auto e solo il 20% sa che esiste un vaccino.

E’ per questo che sottovalutare il vaccino contro l’influenza 2016-2017 è essenzialmente equivalente al sottovalutare il rischio di polmonite. Molti nemmeno sarebbero a conoscenza dell’esistenza di un vaccino per questa malattia e ne sottovalutano le pesanti conseguenze per la salute.

Purtroppo – aggiunge il direttore di HappyAgeing, Marco Magheri – circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all’accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane”.

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