Casalbertone, ristoratore espone cartello ‘Ingresso vietato a bambini, passeggini e seggiolini’

E’ finito al centro di numerose polemiche un ristoratore di Casal Bertone, zona urbanistica 5A del Municipio Roma IV, di Roma Capitale, che all’esterno del suo ristorante ha esposto un particolare cartello che ha suscitato parecchie discussioni. Nello specifico, all’esterno del ristorante “La Fraschetta del Pesce” è stato esposto un cartello in cui il ristoratore avvisa la clientela che nel locale in questione non sono ben accetti bambini al di sotto dei cinque anni, passeggini e seggiolini, e per essere più precisi ecco le parole scritte dal ristoratore:

“A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale non è gradita la presenza di bambini minori di anni cinque, nonché l’ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio”. Tale divieto, ritenuto incredibile e fuori luogo da migliaia di persone, ha sollevato un vero e proprio polverone non solamente nella città di Roma ma in tutta l’Italia. Moltissime persone si sono chieste, e continuano a chiedersi, come sia possibile rivolgere una richiesta talmente assurda alla clientela, come si può vietare l’ingresso a dei bambini all’interno di un ristorante, e anche sui social nelle ultime ore non si fa altro che parlare di questo strano divieto.

“Un divieto pseudo razzista esposto con sfrontata evidenza, anacronistico e inconcepibile perché rivolto al fior fiore dell’umanità, all’anima della nostra specie”, ha scritto nello specifico un utente su TripAdvisor ed ecco che sulla questione è intervenuto proprio il ristoratore, che nel cartello in questione si è firmato il “Comandante”, il quale ha affermato

“Sono il Comandante, la mia scelta è stata studiata e ristudiata e di conseguenza approvata. Di sicuro non è immorale e non capisco il vostro accanimento. Se volevo bambini e passeggini aprivo una Nursery e non un ristorante”. Il “Comandante” ha proseguito affermando di non avere nulla contro i bambini, anzi al contrario ha voluto sottolineare di essere nonno e di avere dei nipoti che assolutamente non vuole che vengano toccati da nessuno ma, ha proseguito il ristoratore in questione “Ce l’ho con i genitori che sono incapaci di educarli. Mio papà mi diceva di stare buono, altrimenti erano botte. Oggi i bambini fanno casino, i genitori li abbandonano all’interno del locale. Si nascondono sotto ai tavoli, rischiano di farsi male”.

Sarebbero dunque stati questi i motivi che, secondo quanto dichiarato dall’uomo, lo avrebbero spinto a prendere la decisione di vietare l’ingresso nel ristorante ai più piccoli. Una decisione che però non è piaciuta a moltissime persone e che ha fatto in modo che il locale finisse al centro di una grossa polemica che sicuramente il ristoratore non credeva di poter causare con le sue richieste. Tra i tanti commenti negativi però, vi è stato anche chi ha lasciato dei commenti positivi, complimentandosi con il ristoratore per la decisione presa. Tra questi il commenti di un utente che ha nello specifico affermato “Ho letto del “cartello choc”. Complimenti per l’iniziativa. Avete tutta la mia stima e presto verrò a trovarvi, anche non sono vicinissimo”.

“Ce l’ho con i genitori”  «I bambini sono maleducati». Non torna indietro il «Comandante» (come si firma nel cartello), però spiega: «Non mi aspettavo tutto questo clamore. Io sono nonno, ho dei nipoti anche io. Non ce l’ho con i bambini, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che non sanno educare i propri figli. Io quando andavo da bambino al ristorante con mio papà, lui mi diceva “Stai buono, se ti muovi ti spacco le gambe”. Oggi invece i bambini fanno un casino. E poi per i passeggini non ho proprio spazio. È proprio una questione materiale, questi passeggini sembrano tutti Suv, occupano un sacco di posti».
 ” Sono uscito allo scoperto” È convinto, il ristoratore, dei suoi argomenti che suonano bizzarri attraverso il microfono: «Tanti miei colleghi – ha aggiunto -, hanno lo stesso problema ma non hanno il coraggio di dirlo. Io invece sono uscito allo scoperto. Tante volte mi è capitato di richiamare i genitori che avevano letteralmente abbandonato i propri figli all’interno del locale. Vanno in giro, si nascondono sotto ai tavoli, a volte c’è anche il rischio che si facciano male. Un bambino una volta si è infilato sotto ad un tavolo di altri clienti e gli è quasi cascata in testa la coppa del ghiaccio. Il bimbo poteva farsi male seriamente – conclude – ma la mamma invece ha continuato a chiacchierare come se niente fosse».
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