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Ingroia shock: “Prendo 5.000 euro al mese e non faccio nulla”

ingroia-antonio-fotoCinquemila euro al mese. Una cifra che i giovani italiani con un lavoro, nella migliore ipotesi, guadagnano in quattro mesi; nella peggiore, anche in un anno. Ma c’è anche chi quella abnorme cifra la prende in 30 giorni e per giunta senza dovere fare nulla. Già perché Antonio Ingroia,  magistrato, reduce dalla disfatta elettorale di Rivoluzione Civile, aspetta ancora di essere collocato. Nel frattempo, come stabilisce la legge, viene ugualmente retribuito. E’ lo stesso magistrato, sconfortato, a raccontarlo: “Guadagno 5.000 euro al mese netti senza lavorare, perché aspetto ancora di essere ricollocato”, ha detto l’ex pm di Palermo alla trasmissione La Zanzara.

“Se il Csm avesse detto sì a Crocetta – ha spiegato l’ex leader di Rivoluzione Civile – avrei preso la metà dei soldi e avrei fatto risparmiare lo Stato. Io voglio lavorare, la mia situazione è simile a quella di altri magistrati”. “Vorrei andare alla procura nazionale antimafia  anche perché c’è un posto vacante. Oppure in Cassazione. Aosta non è in linea con la mia esperienza professionale. Io ho fatto sempre il pm in Sicilia e sempre di mafia mi sono occupato. La mafia c’è anche ad Aosta, certo, ma non c’è la procura antimafia quindi poi bisogna passare tutto ad altre procure. Le indagini non le fanno loro ma Torino. Se confermano Aosta – ha detto ancora Ingroia – potrei andarmene dalla magistratura”.

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One comment

  1. Giuseppe Bottazzi Peppone

    Illustre dott.Ingroia, non commetta l’errore di dimettersi dalla Magistratura. Perderebbe tutti i contributi, la pensione e tutto il resto. Rimanga e vada dove la mandano e vedrà che trascorsi due/tre anni tutti coloro che la stanno bistrattando saranno andati a quel paese, compreso Lui, e Lei potrà tornare ad occupare il posto che le compete. D’altra parte, la disfatta politica imprevista e l’abbandono di quasi tutti coloro che sembravano amici, La pongono in una situazione di inferiorità che richiede una ritirata, ma perdere una battaglia non significa perdere la guerra. Lei può diventare Procuratore nazionale antimafia, ma non ora bensì tra qualche anno. Ci Pensi e non butti via l’acqua col bambino dentro.

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