“Inseguiti ovunque dai giornalisti”, esplode la rabbia dei deputati del M5S

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Giulia Di VitaChe tra il Movimento 5 Stelle e l’informazione italiana non corresse buon sangue, è fatto arcinoto a chiunque. Si sperava che, finita la campagna elettorale, i toni si potessero fare più pacati. Invece è accaduto l’esatto contrario. I 163 neo eletti del Movimento 5 Stelle sono regolarmente presi d’assalto da cronisti e cameran.  Una situazione che è ormai diventata insostenibile e che conferma, ancora una volta, quanto grave sia la malattia dell’informazione italiana.

A denunciare quanto sta avvenendo è Giulia Di Vita (nella foto), ingegnere di Palermo, appena eletta alla Camera dei Deputati.

“Provo profondo dispiacere – scrive sul suo profilo Facebook – soprattutto dal lato umano, per i giornalisti che sono costretti per campare a un giornalismo di basso livello, reporter e fotografi costretti a inseguire ad esempio un gruppetto di neoeletti 5 stelle, l’assoluta novità del momento sicuramente, fin dentro il panificio per comprare un panino per il pranzo, aspettare che escano dopo essere stati richiamati dal cassiere per disturbo alla clientela, e poi chiedere loro “quanto avete speso per il panino?” o rincorrerli per strada incalzandoli con provocazioni tipo “Ma come siete venuti a Roma? Con l’aereo? E non inquinate di più?”. Immagino che loro per primi vorrebbero occuparsi d’altro, notizie vere, inchieste, interviste al momento giusto alle persone giuste, chiaramente anche ai neoeletti 5 stelle, ci mancherebbe, ma quando c’è qualcosa di cui parlare, da approfondire, da chiarire, non certo per sapere quanto hanno speso per il panino del pranzo”.

Qualcuno si salva anche. Altri giornalisti pensano di poter fare a fettine i neo eletti del Movimento. Ma Giulia Di Vita non ci sta:

“Io personalmente vorrei dare il mio contributo al sostegno dei giornalisti seri, che si distinguono per la qualità del loro lavoro a servizio dell’informazione. Nella mia piccola repentina esperienza di questi giorni ho avuto modo di confrontarmi con diversi giornalisti, approcci e atteggiamenti, e devo dire che finora mi sono trovata davvero bene con chi scrive per riviste specializzate o di nicchia, sia per i contenuti ovvero domande serie, critiche, frutto di un ampio ragionamento alle spalle, sia dal punto di vista dell’approccio umano, molta più educazione, rispetto, correttezza nonostante la frenesia e i tempi stretti tipici del giornalismo, in una parola: professionalità. Con altri purtroppo mi limito a dire che in alcuni casi abbiamo sfiorato la presa in giro sperando fossi l’ingenuotta di turno, ecco non so come lo chiamate voi questo, spero che i professionisti possano aiutarmi, se si tratti di giornalismo d’assalto, d’inchiesta, d’incatenamento”.