Ipnosi fatale: tre studenti perdono la vita

L’ipnosi di un preside che praticava senza licenza uccide tre ragazzi in una scuola superiore della Florida

Di ipnosi si può anche morire. Ecco a voi un caso sconcertante direttamente dai tribunali della Florida.

Un consiglio scolastico della Florida è stato costretto a pagare 200 mila dollari alle famiglie di tre studenti che hanno perso la vita dopo essere stati ipnotizzati dall’ormai ex preside del liceo North Port, George Kenney, secondo gli atti giudiziari ottenuti dalla NBC News.

L’accordo di 14 pagine, approvato martedì sera dalla School Board della contea di Sarasota, è stato depositato sulla base di una causa intentata dalle famiglie di Brittany Palumbo, 17 anni; Wesley McKinley, morto suicida all’età di 17 anni nel 2011; e Marcus Freeman, morto a 16 anni in un incidente d’auto sempre nel 2011.

L’ex preside George Kenney è stato messo in congedo amministrativo dopo aver ammesso di aver ipnotizzato Wesley lo giorno stesso in cui si è tolto la vita. Inoltre gli inquirenti hanno riportato che: Brettany è stata trovata impiccata nel suo armadio circa cinque mesi dopo che Kenney l’aveva ipnotizzata; Marcus si è schiantato con la sua auto dopo che Kennedy gli aveva insegnato la tecnica dell’autoipnosi.

Kenney praticava l’ipnosi terapeutica senza possedere una regolare licenza, ragion per cui si è dimesso nel giugno 2012. La corte lo ha messo in libertà vigilata.

Un rapporto investigativo indipendente, pubblicato dal consiglio d’istituto nel 2011, ha rivelato che Kenney era stato istruito alla pratica in un centro di ipnosi della Florida ed era stato in un più di un gruppo di ipnotizzatori nazionali.

L’ex preside si è difeso dicendo di aver usato le tecniche ipnotiche su più di 35 studenti della scuola, soprattutto per aiutarli a superare l’ansia da prestazione e migliorare anche le loro prestazioni atletiche.

Gli investigatori hanno invece portato quella cifra al doppio: gli studenti ipnotizzati in realtà erano non meno di 70, nel corso di 5 anni.

“Non sto dicendo di aver usato molto giudizio per tutto quel tempo,” ha detto Kennedy giustificando il suo comportamento, “Penso di aver usato uno scarso metro di valutazione molte volte.”

“Non c’è niente che possa riportare Marcus indietro, ma i Freemans sperano questa sia la fine”, ha detto la madre di Marcus, Dana Freeman.

Anche i genitori di Brittany hanno confermato la loro approvazione verso la sentenza “anche se hanno definito la conclusione una “vittoria piuttosto vuota.”

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