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Ischia, giovane si lancia dalla scogliera: “Scusa mamma, ho perso tutti i soldi al gioco”

Las Vegas Scenic ImagesMarco Castaldi, giovane di 19 anni del comune di Barano d’Ischia, nella scorsa notte ha perso tutti i suoi soldi alle slot machine su siti online. Per la disperazione si è lanciato dal piazzale della chiesa del Soccorso, a Forio d’Ischia, schiantandosi   sulla scogliera dopo un volo di 50 metri. I carabinieri gli hanno trovato addosso un bigliettino, in cui spiegava il perché del suo folle gesto: “Cara mamma, scusa: ho sciupato tutti i soldi al gioco”. A ritrovare il corpo del povero ragazzo sono stati dei pescatori intorno le 8, mentre rientravano dalla consueta battuta di pesca.

Il giovane proviene da una famiglia umile: la mamma è casalinga mentre il padre fa il muratore, con un fratello ed una sorella più grandi. Secondo le ricostruzioni delle forze armate il ragazzo avrebbe perso i suoi soldi prelevandoli da un conto postale, per poi spenderli su due siti online. Il denaro è stato dilapidato giocando al videopoker e su un sito di scommesse Internet. Un’ennesima tragedia che mette in luce come le slot machine ed il gioco in generale stiano diventando una vera piaga sociale per il paese, che porta a gesti estremi come quelli del povero Marco.

Strette da una crisi economica sempre più soffocante, le persone sono abbagliate dalla speranza di facili vittorie ai giochi online e non solo. Tutti cadono in questo tranello: giovani, adolescenti, mamme, padri di famiglia e pensionati. E’ ora che lo Stato intervenga duramente, abolendo le giocate d’azzardo o per lo meno mettendo un freno. Il governo non si fa scrupoli a puntare l’indice contro droga e prostituzione, eppure non fa niente contro il proliferarsi di siti d’azzardo e delle slot machine, che anzi sono presenti in ogni dove: bar, locali, sale bingo, negozi. Il gioco d’azzardo porta diverso denaro nelle casse dello Stato, ma la vita umana vale molto di più di un gruzzolo anche consistente di moneta sonante.

 

Foto Getty images- Tutti i diritti riservati

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2 comments

  1. su droga e prostituzione lo stato non piglia niente, sono attività illegali che non pagano tasse quindi le persegue (più o meno …).

    sul gioco d’azzardo lo stato ha pingui percentuali quindi lo incoraggia, che qualche debole si rovini è poca cosa rispetto agli incassi. basti pensare alla situazione di 10/15 anni fa … qualche sasinò, totocalcio, qualche scommessa e lotterie. oggi par di vivere a las vegas …

  2. Piccolo Scrivano Malandrino

    Myocastor, hai ragione in pieno.
    Se gli spacciatori vanno (giustamente) in galera, i papponi pure, e anche chi “induce alla prostituzione”, qui bisognerebbe mettere in galera TUTTI i parlamentari che a suo tempo hanno votato la liberalizzazione selvaggia del gioco d’azzardo.
    Contando tutti quelli che si rovinano, ci sarebbe il reato di “disastro colposo aggravato”.
    E, in questo caso, “induzione al suicidio”.
    Sembrano battute, ma purtroppo la realtà la vediamo.

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