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Isis ha addestrato 400 jihadisti pronti a colpire, alcuni anche in Italia

Dalla Turchia, ma soprattutto dai Balcani. La minaccia all’Italia arriverebbe proprio da lì, dai paesi dell’Est, dove vi è un alto tasso di radicalizzazione jihadista. Ne ha parlato ieri il direttore dell’Aisi Arturo Esposito, davanti al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza. Il capo degli 007 del servizio segreto interno è stato convocato per illustrare la situazione del nostro paese riguardo al rischio attentati. Soprattutto dopo le indicazioni fornite in un report dal direttore del Dis Giampiero Massolo, nel quale è stata indicata la presenza di possibili cellule terroristiche organizzate e strutturate, pronte a entrare in azione nelle città d’arte, ma anche sui treni ad alta velocità. Qualcosa di diverso rispetto alla pur sempre temuta azione di un “lupo solitario” o di foreign fighter di ritorno dai teatri di guerra. Una sorta di salto in avanti, che fa dire agli esperti dell’intelligence: «siamo un po’ più in allerta di prima».

Nel documento presentato al Copasir vengono segnalate indicazioni che ci arrivano dai servizi segreti iracheni e che parlano di un esercito di 400 combattenti addestrati e inviati in Europa dallo Stato islamico, pronti a colpire in autonomia, scegliendo luoghi, tempi e metodi di attacco. Un nuovo angosciante allarme del quale riporta la notizia l’Associated press riferendosi a informazioni ottenute da «alte» fonti di sicurezza europee e irachene. Si tratterebbe di cellule “interconnesse”, come quelle che hanno agito a Parigi e a Bruxelles, sguinzagliate in molti dei paesi del Vecchio continente. Italia compresa. Un flusso di “foreign fighter” che fa paura a un’Europa che cerca di blindarsi. La nota riservata inviata dall’Iraq sottolinea anche la presenza di elementi che hanno colpito a Parigi a novembre scorso, e che ora avrebbero trovato rifugio in Italia. Mentre gli altri componenti del commando avrebbero scelto Germania, Gran Bretagna, Danimarca e Svezia. Di questi, poi, «un nuovo gruppo» sarebbe arrivato nel Continente dalla Turchia.

A preoccupare l’intelligence italiana sembra sia soprattutto «la vulnerabilità legata all’imponente flusso di profughi provenienti dal teatro siro-iracheno, la centralità della regione quale via di transito privilegiata bidirezionale di foreign fighter, oltre che quale zona di origine di oltre 900 volontari arruolatisi nelle file del jihadismo combattente, e la presenza nell’area di realtà oltranziste consolidate, in grado di svolgere un ruolo attivo nella radicalizzazione dei migranti». L’attività di prevenzione e di scambio di informazioni ha permesso anche di individuare «l’operatività di sodalizi brindisini attivi nel trasferimento di migranti dalle coste della penisola balcanica meridionale verso il nostro Paese. Ex contrabbandieri di tabacchi lavorati esteri, esperti scafisti capaci di eludere la sorveglianza marittima, che utilizzerebbero imbarcazioni veloci di limitate dimensioni (non oltre le venti persone) intercettando una domanda in grado di sostenere costi elevati di viaggio». Per questa ragione il livello di allerta nel nostro paese rimane altissimo. Con il Viminale che ha inviato dai 600 agli 800 militari in più a vigilanza degli obiettivi sensibili nelle città, e ha rivisto tutti i piani d’intervento, compresi quelli d’evacuazione in caso d’attacco o di minaccia reale. Durante l’audizione al Copasir, poi, si è discusso anche dei nuovi possibili foreign fighter “italiani”, sebbene il numero, al momento, rimanga di 93.

 C’è poi grande attenzione da parte degli 007 al web, perché si riscontra una forte propaganda jihadista, specie da parte dell’ Isis, che fa presa su tanti giovani che possono radicalizzarsi e passare all’azione, spinti dalla voglia di emulare atti come quelli di Parigi e Bruxelles. L’attenzione è concentrata sul monitoraggio di quei soggetti – nell’ordine di alcune decine – presenti nel nostro paese e che, pur non avendo al momento alcuna progettualità in atto, potrebbero intraprendere un percorso di radicalizzazione. La raccolta delle informazioni, infatti, ha fatto emergere la presenza di diversi soggetti, alcuni anche in collegamento tra loro, che potenzialmente potrebbero rappresentare una minaccia. Alcuni di loro sono già stati espulsi, altri lo saranno nelle prossime settimane, altri sono stati colpiti da provvedimenti della magistratura, e altri ancora restano sotto stretta osservazione.

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