Home » Primo piano » Isis guadagna 50 milioni di dollari al mese dal petrolio e nessuno li ferma

Isis guadagna 50 milioni di dollari al mese dal petrolio e nessuno li ferma

Lo Stato Islamico ricava fino a 50 milioni di dollari al mese dalla vendita del greggio estratto dai campi petroliferi che tiene strettamente sotto il suo controllo nelle regioni dell’Iraq e della Siria. Il ricavo fa parte di un settore ben gestito, tra politica e strategia militare, che gli Stati Uniti non sono riusciti a fermare né con la diplomazia né con i raid aerei, secondo di intelligence irachena e i funzionari degli Stati Uniti. Adesso ci provano i russi a sloggiarli dalle posizioni salde in Siria; ci riusciranno davvero?

La vendita del petrolio, la principale fonte di entrate dell’Isis con cui finanzia la sua jihad, sono una delle ragioni principali per cui riescono a mantenere saldo il dominio sul loro “califfato”, che si estende attraverso gran parte della Siria e dell’Iraq. Con i ricavi del petrolio si garantisce la ricostruzione delle più importanti infrastrutture nelle zone stremate dalla guerra e buoni salari a tutti coloro che decidono di aderire alla jihad.
Il gruppo è stato anche in grado di importare attrezzature e tecnici esperti dall’estero per mantenere l’industria ben attiva, sebbene gli Stati Uniti abbiano recentemente intensificato i loro sforzi per bloccare questi contatti.

Washington ha parlato con i governi del Medio Oriente, compresa la Turchia, sulle sue preoccupazioni per l’importazione delle infrastrutture energetiche nel territorio dell’Isis in Siria, comprese le attrezzature per l’estrazione, la raffinazione, il trasporto e la produzione di energia.

Il petroli viene venduto ai contrabbandieri per un prezzo che non supera mai i 35 dollari a barile, e può anche arrivare ad un prezzo minimo di 10 dollari al barile. Sui mercati internazionali invece un barile di petrolio costa intorno ai 50 dollari. I contrabbandieri a loro volta lo vendono ai loro intermediari piazzati in Turchia. Il petrolio viene contrabbandato in flotte di navi cisterna giganti ma, temendo attacchi aerei da parte della coalizione guidata dagli Usa, adesso vengono utilizzate imbarcazioni più piccole, che si spera passino inosservate.
Si ritiene che giornalmente nei territori dell’Isis in Siria vengano prodotti circa 30.000 barili al giorno, affidati poi ai contrabbandieri sul confine con la Turchia. In Iraq invece, se ne producono circa 10.000-20.000 barili al giorno, per lo più da due giacimenti localizzati nei pressi della città di Mosul.

I guadagni di tale macchina produttiva variano dai 40 milioni ai 50 milioni di dollari al mese, secondo le cifre fornite da funzionari iracheni, di cui non è stata pubblicata l’identità.

Loading...

Altre Storie

Sesso e infezioni, malattie sessualmente trasmesse, allarme Italia per sifilide e Hiv

Sono più di 20 gli agenti patogeni tra batteri, virus, funghi e parassiti che possono …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *