Isis: “suonare il pianoforte è peccato”. Ma lui non si arrende

Il pianoforte è stato distrutto, ma il pianista non si arrende e suona ancora

Nonostante il suo vecchio pianoforte verticale sia stato bruciato Aeham Ahmed, ventisette padre con la passione della musica, non si arrende e adesso rischia la vita cantando per la città con una piccola pianola portatile.

“Zitto o ti portiamo in cima e ti bruciamo con lui!”. Minaccia così un jihadista Aeham Ahmed, il cui unico peccato è quello di suonare il pianoforte.

Aeham Ahmed ha paura, ma inflessibile chiede: “Cosa c’è di sbagliato nell’avere un pianoforte?”.

Il jihadista non replica verbalmente, ma comincia a versare un liquido infiammabile sul pianoforte. “Lo sai che è un peccato”.

Ahmed cerca di difendersi e difendere il suo pianoforte, dicendo qualcosa all’aggressore sulla musica e sulla speranza.

In un istante, il pianoforte verticale è in fiamme. Decine di persone stanno vicino, impotenti e hanno paura.
Il figlio di Ahmed inizia a piangere e sua madre lo tira via dal fuoco.

La scena è agghiacciante, anche per la città siriana di Damasco, dove la guerra ha portato ai suoi cittadini ogni sorta di spettacolo orrendo.

Ahmed è nato e cresciuto nel campo di Yarmouk, un sobborgo povero di Damasco che è stato istituito nel 1957 per ospitare le decine di migliaia di palestinesi sfollati a causa del conflitto arabo-israeliano.

Ma poi è arrivata la guerra civile siriana ed il dictat di “inginocchiarsi o morire di fame” da parte delle forze del presidente Bashar al-Assad. Le sue truppe hanno circondato Yarmouk, bloccando la consegna di cibo, acqua e forniture mediche per assicurarsi che i residenti si sottomettessero al suo potere. Secondo quanto ha denunciato Amnesty International. Gli aerei hanno bombardato la zona ed i cecchini hanno sparato a qualsiasi cosa si muovesse, anche alle madri che cercano del cibo per i loro bambini affamati.

E’ stato in quel momento che Ahmed ed i suoi amici si sono riuniti ed hanno formato la loro armata pacifica. U
na band chiamata la “Gioventù di Yarmouk”, che ha iniziato a suonare e cantare per le strade. Hanno giurato di non prendere le armi in un momento in cui sembrava che tutti i maschi abili si era unito questa o quella milizia.

In una clip filmato su un strada bombardata nel gennaio dello scorso anno, gli uomini cantavano:

Il campo per anni circondato dai carri armati.
Ma il popolo non si arrende anche se tutto il mondo lo dimentica.
Senza di te chi sono io?
Se perdo la Palestina allora la mia nazione diventa Yarmouk.

Ma a quanto pare la loro musica e le loro parole facevano paura ai jihadisti tanto quanto le armi da fuoco e le divise dei miliziani.

Distruggendo il pianoforte adesso gli hanno impedito di suonare e di portare ancora un po’ di allegria tra le strade in macerie di Yarmouk.

loading...
loading...

1 Comment

  1. resistenza, resistenza , resistenza,fare i partigiani ,senza migrare.Combattere anche a mani nude,Forza amici partigiani,Non arrendetevi,lottate fino alla vittoria

Rispondi o Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*