Istat shock: crollano Pil e consumi, debito a livelli mostruosi

0

mario monti fotoNon c’è fine al peggio per l’economia e le finanze del nostro Paese. Altro che ripresa, altro che crescita, altro che conti in ordine: la situazione è catastrofica. A dirlo è niente meno che l’Istat, che smentisce seccamente Mario Monti (nella foto). Il professore è ancora convinto di aver salvato il paese in un anno e mezzo di governo tecnico. La verità è ben diversa.

Nel 2012 il Prodotto Interno Lordo è crollato del 2,4%. Il rapporto deficit/pil si è attestato al 3%. Significa che, nonostante una pressione fiscale che ha raggiunto i massimi storici, lo Stato spende troppo di più rispetto a quanto incassa e rispetto all’andamento complessivo dell’economia.

Il rapporto debito pubblico-pil italiano nel 2012 ha raggiunto il 127% al lordo dei sostegni ai Paesi dell’area euro. Si tratta del livello più alto dal 1990, anno di inizio delle serie storiche confrontabili. Nel 2011, quando ancora c’era il pessimo governo Berlusconi, il debito era “solo” al 120,8% del pil. Questo dato inquietante emerge nonostante la pressione fiscale complessiva nel 2012 sia salita al 44%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al 42,6% del 2011. Secondo i dati dell’Istat il Pil reale (che non tiene cioè conto dell’inflazione) è sceso sotto i livelli del 2001. L’Istituto di Statistica sottolinea inoltre la spesa per consumi finali delle famiglie residenti è crollata in volume del 4,3%: lo sanno bene commercianti e artigiani, che stanno sparendo in massa dalle nostre città.