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Istiga adolescenti all’anoressia, denunciata 19enne blogger

Una diciannovenne di Porto Recanati, autrice del blog Pro Ana nato per alimentare il fenomeno dell’anoressia e frequentato da migliaia di adolescenti, è stata denunciata nelle scorse ore dalla Procura di Ivrea per induzione al suicidio e lesioni gravissime. Secondo quanto emerso, dalle indagini pare che la ragazza inducesse le ragazzine di 14 e 15 anni a perdere peso e nel contempo le convinceva a seguire una dieta particolare con un apporto massimo di 500 calorie al giorno. La ragazza pare che inducesse anche le ragazzine a vomitare, nel caso in cui avessero mangiato molto. A sollevare questo caso particolarmente grave È stata una mamma di Ivrea molto preoccupata per il fatto che la figlia di soli 14 anni continuasse a perdere peso in modo davvero inspiegabile e così dopo una serie di indagini effettuate dalla donna, è venuto fuori l’esistenza del sito e si è rivolta alla polizia di Ivrea.

La donna dopo aver preso purtroppo l’esistenza del sito e scoperto il motivo per cui la figlia continuasse a dimagrire in modo spropositato, ha denunciato e le indagini sono state affidate al sostituto procuratore di Ivrea Lea lamonaca. Dopo un po’ di mesi I poliziotti sono arrivati fino a Porto Recanati ad una diciannovenne anche lei anoressica.

Come abbiamo riferito, la stessa pare inducesse le adolescenti e le giovani donne a sottoporsi a diete e seguire delle terapie che provocavano l’anoressia è proprio per questo motivo la Polizia di Stato di Ivrea ha denunciato la diciannovenne di Porto Recanati nelle Marche che è risultata essere una blogger. Adesso la donna è accusata di istigazione al suicidio e lesioni gravissime.

Attraverso la creazione di un apposito account, fingendosi delle ragazzine interessate a voler Dei consigli alimentari, gli agenti del vicequestore Gianluigi Rocca hanno scoperto che in tante si rivolgevano al blog e molte di queste erano giovani e giovanissime ancora minorenni e tra l’altro anche molte straniere tutte fissate con la linea e con l’essere magre a tutti i costi. Al momento in Italia non esiste il reato di istigazione all’anoressia anche se in Parlamento si sta discutendo una proposta di legge al riguardo.

Giusto la scorsa estate era arrivata una proposta di legge bipartisan per introdurre il reato di istigazione all’anoressia al reato 580 del Codice Penale che verrebbe affiancato il 580 bit ed a presentarla è stata la deputata PD Michela Marzano.

Tuttavia si parla di istigazione al suicidio perché le conseguenze estreme dell’anoressia portano al suicidio e di lesioni gravissime Perché i danni dell’anoressia si curano in tempi lunghissimi di molto superiori ai 40 giorni. Ad ogni modo, Sarà la procura nei prossimi giorni a decidere quale capo di imputazione si dovrà attribuire al fascicolo. Purtroppo in Italia sono circa 300 mila i Portali che inneggiano all’anoressia come stile di vita e si tratta di un numero davvero esorbitante, visto che si parla di uno ogni 10 ragazze tra i 10 e i 19 anni.

Benché l’anoressia e la bulimia siano oggi un argomento di grande attualità, non si può dire che sia facile avere informazioni accessibili, corrette e complete su questi disturbi.
Le richieste di informazioni non giungono solo dai familiari: spesso amici, insegnanti, conoscenti, di persone con problemi alimentari contattano i medici e gli psicologi che si occupano di questi disturbi per avere suggerimenti ed informazioni.

La frequenza con cui si parla di questi problemi nei mass media induce a volte a “sospettare” l’esistenza di un disturbo anche in casi in cui non c’è nessuna necessità di preoccuparsi, rischiando magari di ingigantire un sintomo, proprio attribuendoli troppa attenzione. Al contrario nel caso di un disturbo conclamato, possono essere presi provvedimenti poco opportuni o, peggio, può venire trascurata la necessità di un intervento che, se troppo tardivo, rischia di non essere più efficace.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un’alterazione del rapporto che una persona ha con il cibo e con il proprio corpo.
E’ possibile dire che ci si trova di fronte ad una situazione di rischio di disturbo del comportamento alimentare in tutte le situazioni nelle quali sperimentiamo una difficoltà nel nostro rapporto con il cibo e/o con il nostro corpo e con l’immagine che questo ci rimanda.

E’ come vediamo o rappresentiamo noi stessi.
E’ come sentiamo che gli altri ci percepiscono.
E’ quello che noi crediamo del nostro aspetto fisico.
E’ quello che noi sentiamo a proposito del nostro corpo.
Il meccanismo che scatena patologie paradossali come anoressia e bulimia è un disturbo percettivo della propria immagine corporea e questa distorsione diminuisce l’autostima che il paziente malato ha di sè.
Vi sono studi che abbracciano maggiormente l’ipotesi genetica come se esistesse un gene della percezione del sé che si altera, altri studi invece si concentrano sull’aspetto biologico che ipotizza l’intervento di alcuni fattori biochimici che intercorrono durante i primi 2 anni di vita.
3 milioni di italiani, al 90% donne, sono colpiti da DCA: nei casi più gravi da anoressia e bulimia: una delle fasi di età più critiche è l’adolescenza con un picco intorno ai 19-20 anni.
Secondo le più recenti classificazioni i disturbi del comportamento alimentare sono i seguenti:
– Anoressia nervosa
– Bulimia nervosa
– Disturbo da alimentazione incontrollata
– DCA non altrimenti specificati

L’anoressia nervosa è una malattia che comprende problematiche di tipo sociale, psicologico e fisico: se non curata adeguatamente può produrre importanti complicanze fisiche (nei casi più gravi anche morte per arresto cardiaco o per suicidio), e condizioni psichiche che richiedono un supporto psicologico adeguato per essere condotte a totale guarigione. Spesso inizia con pensieri e preoccupazioni apparentemente banali (voler perdere qualche Kg, vedersi un po’ troppo “rotondi”, o voler assomigliare fisicamente a modelli proposti dai mass media assolutamente distanti dal reale) e anche i comportamenti iniziali sono, consueti e socialmente condivisibili (come fare la dieta che fa già qualche amica o seguire i consigli di qualche rivista).

Tuttavia in persone predisposte, la malattia lentamente prende il sopravvento: i pensieri diventano “fissazioni” nei confronti del corpo come essere sempre più magri o aver paura di riprendere il peso perduto e nei confronti del cibo come contare sempre le kcal dei pasti assunti. I comportamenti diventano sempre più rivolti a perdere altro peso o ad evitare di riprenderlo; spesso compaiono atteggiamenti bizzarri ed inconsueti a tavola come spezzettare il cibo o nasconderlo, evitare di mangiare di fronte ad altre persone, controllare ossessivamente la preparazione dei pasti e di quello che mangiano i familiari.

Le ragazze anoressiche hanno un’alterata percezione del proprio corpo e attraverso la rinuncia del cibo ritrovano una sensazione di potenza e mantengono così elevato (in modo distorto!!) il loro livello di autostima. L’individuo per sopportare la distorsione della sua immagine prova a usare inconsciamente alcune strategie correttive attraverso il pensiero, tenendo così al perfezionismo assoluto e per questo anche rivolto al cibo; l’individuo impara un meccanismo per lui molto attraente per correggere il suo disturbo psicologico percettivo: la dieta.

Se la persona predisposta comincia per questo a mangiare meno, apprende l’euforia del controllo e percepisce una sensazione di grande potenza come se controllando il cibo possa controllare anche la stima e considerazione di se stesso. Si tratta di un trasferimento di un’errata sensazione dal piano cognitivo al piano emotivo. Molte ragazze malate di anoressia risultano incapaci di “vedersi magre” nonostante il calo di peso sia sostanzioso, come se lo specchio rimandasse loro un’immagine distorta, mai abbastanza soddisfacente alle loro aspettative.

Quando non è più possibile tollerare la fame prolungata possono verificarsi delle abbuffate. La paura che queste producono, spingono molte persone ad indursi il vomito, ad assumere farmaci lassativi e/o diuretici oppure ad effettuare un’intensa attività fisica per continuare a controllare il proprio peso. Un terzo delle persone con anoressia diventa bulimico nel corso della vita. Un Indice di Massa Corporea inferiore a 17,5 (non legato a malattie documentabili) è sicuramente un segno di particolare sospetto sopratutto se si accompagna ad un modo di alimentarsi “anomalo” o a comportamenti particolari come quelli citati precedentemente.

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