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Italia, diplomati e laureati ridotti a barboni

barboneLa morsa della crisi sta colpendo in Italia indistintamente giovani e meno giovani, la disoccupazione ormai dilagante sta raggiungendo picchi da record ed il peggio è che non si vede assolutamente la luce alla fine di questo tunnel che sembra infinito. Nel corso dell’ultima puntata di Piazzapulita è andato in onda un servizio sui disoccupati a Torino, un esercito di persone che hanno perso il loro lavoro: diplomati, laureati, professionisti, baristi, artigiani, commercianti e chi più ne ha più ne metta. Tutte queste persone rientrano nella lista nera dei “nuovi poveri”. Gente che conduceva fino a poco tempo fa una vita agiata o quantomeno dignitosa, e che di punto in bianco si ritrova senza lavoro, senza casa e senza soldi.

Il servizio è stato girato a Torino, ma purtroppo quello dei “nuovi poveri” è un fenomeno che sta investendo le città di tutta Italia. Tutte queste persone si ritrovano così a vivere nei dormitori e a mangiare nelle mense per poveri, senza nessuna speranza di un futuro. Se 10-20 anni fa avere un titolo poteva avere un valore e rappresentava un punto in più per trovare un lavoro, oggi non serve assolutamente a nulla. Anzi la laurea invece che un titolo di merito diventa una zavorra, pochè magari i datori sono obbligati a pagare il giusto; oppure non hai abbastanza esperienza o ne hai troppa; magari sei troppo vecchio o troppo giovane. Insomma una situazione da cui non se ne esce fuori. Tutto questo mentre politici, banchieri e truffatori comprano ville al mare e lussuose barche. Un futuro che non c’è, poichè oltre ai sogni sembra che ci hanno rubato anche la speranza.

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5 comments

  1. La disoccupazione in Italia sono anni che esiste,ma tutti hanno pensato a far lavorare amici e parenti nell’amministrazione pubblica e oggi si vede la conseguenza degli inetti messi a lavorare in posti rilevanti.Ho letto articoli anni 90′ dove l’ocse dichiarava e denunciava oltre 6 milioni di disoccupati in Italia nel 96/98.Il problema è che dalle mie parti i locali sono stracolmi di venerdi e sabato sera,si vedono passare auto da paura compreso super lusso e ci sono ragazzini di 13 anni il pomeriggio che girano con cellulari da 1000 euro,quindi qualcosa non quadra,qualcuno sicuramente non ha i problemi sopra elencati!

  2. claudio rizzoli

    e siamo agli inizi…. io vivo, si fa oer dire, con un partime involontario da 632 euro il mese, casa in affitto e due figli da mantenere . cerco ma non trovo e credo di non essere il solo… faccio una proposta, che certamente non interesserà quelli che hanno auto di lusso o cellulari costosi, ma molta gente come me si invece. Facciano un reddito di cittadinanza non assistenziale, ovvero in cambio di ore lavoro… utilizzino i soldi sino ad ora usati improduttivamente degli ammortizzatori sociali per finanziarlo.. ogni 100 euro di reddito di cittadinanza 8 o 12 ore di lavoro da chiunque mi chiami e chi mi chiama paga i soli contributi. Se non vado e non presento il certificato di malattia niente reddito.. aumenterebbe la capacità di spesa, tornerebbe, un pò, a girare l’economia utilizzando soldi che invece sino ad ora hanno, per molti, consentito il lavoro nero..

  3. Appoggio la proposta di Claudio Rizzoli: dare i soldi ai disoccupati lasciandoli a casa, non ha senso. Purtroppo ho avuto la disgrazia di lavorare sempre in cooperativa, senza alcun diritto ed ora che non c’è lavoro sono a casa senza paga e senza alcun sussidio. Non ho nessuno che mi sostiene economicamente e sto faticosamente andando avanti con i miei magri risparmi, non trovo nemmeno da lavorare in nero, perché gli stessi lavoratori messi in mobilità spesso continuano a lavorare(in nero)ancora nella stessa azienda che li ha messi in mobilità. Poi i lavori cosiddetti “socialmente utili” sono soltanto per gli amici degli amici o per ex detenuti o drogati. Tutti abbiamo il diritto di poter vivere, ma a quanto pare per le persone “normali” non c’è speranza. Sono disoccupata e devo pagare comunque l’imu, affinché gli amici degli amici abbiano il loro stipendio e la casa popolare, altrimenti equitalia mi prenderà anche la casa… Non è giusto! Che Dio fulmini gli stramaledetti e corrotti politici mafiosi di merda! Sarà una carneficina se mi verrà tolta la MIA CASA, soltanto perché non riuscirò a pagare le tasse.

  4. Marta Panfili

    Pieno appoggio a Claudio Rizzoli, da laureata a pieni voti in lingue (ex studentessa lavoratrice a tempo pieno) e 24 anni di esperienze lavorative con i lavori ahimè più umili, ora sono un’operaia metalmeccanica in cassa integrazione con una famiglia di 3 persone da mantenere con il solo mio reddito. Fortunatamente qualche ora al mese pulisco le scale dei condomini e servo in trattoria quando ci sono feste. Il futuro per noi? Incerto, al limite della sopravvivenza. Intanto vedo impiegate con la terza media e ragazzini senza alcuna capacità mandati dai genitori abbienti a studiare nelle migliori facoltà. L’Italia certamente farebbe bene ad uscire dall’Europa, ma non perché questa sia ingiusta, bensì perché è questa Italia disonesta, ipocrita e impreparata che non merita di restare insieme a paesi come la Germania e la Svezia. Avevamo la possibilità di imparare da paesi migliori di noi, ma abbiamo solo saputo insultarli e chiuderci a riccio ribadendo che la nostra ignoranza è una simpatica caratteristica della nostra popolazione.

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