Italia e Argentina tra i pochi paesi dove i gay possono donare il sangue

Ancora in molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, i gay non possono donare il proprio sangue

Soltanto martedì il governo argentino ha permesso ai gay di poter donare il proprio sangue, il ministro della salute Daniel Gollan, ha definito la norma “tecnicamente e scientificamente precisa”.

Una divieto che è stato abbattuto soltanto dopo 15 anni di lotte contro la discriminazione sessuale. Tale normativa era giustificata dal fatto che in molti paesi si riteneva che la trasmissione dell’AIDS fosse quasi esclusivamente un problema da attribuire al “fattore” omosessualità.

Nel nostro paese invece la donazione da parte di chi ha orientamenti gay non è un problema: l’accettazione del donatore si basa sul rischio globale piuttosto che sull’orientamento sessuale. Sulla base anche dell’attuale progresso scientifico, che tramite lo screening del sangue ha dimostrato che avere rapporti omosessuali non ingenera di per sé lo sviluppo del virus dell’HIV.

In Italia sia gli uomini che le donne sono valutati per il loro rischio sessuale, e soltanto la buona pratica di fare sesso sicuro che distingue un donatore sano da uno che invece non lo è.

Nonostante ciò molti paesi, come gli Stati Uniti per esempio, vietano ancora la donazione di sangue agli omosessuali fin dal 1983 anni in cui l’AIDS si rivelò ai paesi industrializzati in tutto il suo orrore.

Oggi per fortuna tale male fa molta meno paura di allora, ma alcuni stati che si autodefiniscono faro di scienza, democrazia e progresso, restano inspiegabilmente legati ad antichi retaggi, duri, troppo duri da smantellare. E ciò forse finisce col fare ancora più male della patologia stessa.

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