Italia nel panico: Allarme bomba nella città di Milano, rinvenuta una scatola sospetta nel metrò: evacuati i vagoni, paura tra i passeggeri

Allarme bomba nella giornata di ieri a Milano, dopo che nella stazione centrale di Milano è stata rinvenuta una scatola con dei circuiti ed un autoradio, lasciati molto probabilmente in quel posto soltanto per creare allarmismo.

Una volta individuata la scatola, è scattato un allarme bomba che ha fatto evacuare l’aria e sul posto sono arrivate ben 38 pattuglie dei vigili urbani ed artificieri dei carabinieri, che hanno fatto brillare il pacco sospetto. A scopo preventivo, sono state bloccate per circa un’ora e mezza la linea gialla e verde della metropolitana di Milano, ma poi una volta passato il pericolo, la circolazione ferroviaria è tornata ad essere normale. Il blocco della circolazione ha riguardato solo le linee della metropolitana, la fermata della metro e i negozi della stazione che si trovano all’altezza, della metro, cioè al piano interrato.

Sembra che ad essere state chiuse siano state le due linee metro tra le fermate di Garibaldi, dove si trova anche la stazione di Porta Garibaldi e Cascina Gobba, sulla m2 e da quelle di Repubblica e Sondrio sulla m3. I passeggeri che si trovavano a bordo dei vagoni della metropolitana, sono stati fatti evacuare con un suono prolungato della sirena ma senza alcuna comunicazione la voce.L’evacuazione è stata disposta su richiesta della Questura, come ha spiegato l’assessore alla Sicurezza del Comune, Carmela Rozza. “Non vogliamo provocare nessun allarmismo ma solo mettere in atto le norme di sicurezza perché gli artificieri possano arrivare e verificare il pacco sospetto. Ci auguriamo che si tratti di un episodio di distrazione da parte di un cittadino”, ha continuato l’assessore alla Sicurezza del Comune, Carmela Rozza.

La stazione di Milano è rimasta operativa al 100% e dunque non si sono registrati parecchi disagi per i passeggeri. Nello specifico sembra essere stata rinvenuta una scatola di legno alta circa 20 centimetri è larga quasi il doppio, la quale è stata inserita a metà in una tacca bianca con i figli che sporgevano ma senza tracce di esplosivo; sempre nella stessa sacca è stata rinvenuta anche un autoradio estraibile.”Il pacco è stato fatto brillare a distanza e non conteneva esplosivo. Probabilmente aveva finalità allarmistiche, ma innocue. Adesso stanno esaminando il girato delle telecamere per individuare chi lo ha lasciato”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.Le forze dell’ordine si sono messi subito all’opera e da ieri stanno vagliando i filmati delle telecamere per capire chi abbia potuto lasciare la scatola alla confluenza fra le due linee del metrò. Si presume che possa essere stata anche una bravata, anche se si ritiene che si tratta di un comportamento messo in atto al fine di creare allarmismo visto il periodo di forte tensione che da parecchi mesi si sta vivendo in tutta l’Europa.

Una giornata di paura, fortunatamente senza conseguenze. Ieri sono stati quattro gli allarmi bomba in Italia: a Milano, a Roma, a Ventimiglia e pure a Spoleto. Nella Stazione centrale del capoluogo lombardo sono intervenuti gli artificieri che, nel tardo pomeriggio, hanno fatto brillare una scatola di legno, alta circa 20 centimetri e larga più o meno il doppio, tra dentro una sacca bianca, dall’estremità sporgevano alcuni fili elettrici. Quando un passeggero l’ha notata ha chiamato i militari, e sono scattate le misure di sicurezza: linee interrotte, bus sostitutivi, evacuazione del metro. Sul posto sono arrivate 38 pattuglie dei vigili urbani, per dire.

Dell’esplosivo, però, nessuna traccia. Le forze dell’ordine analizzeranno i residui, coni menta l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Carmela Rozza, «ma non si tratta di un ordigno». Un respiro di sollievo a metà: «Certo», continua Rozza, «è diffìcile parlare di una semplice dimenticanza». Come a dire: potrebbe anche essere una bravata, ma è meglio tenere gli occhi aperti. Parole rincarate dal ministro dell’Interno,Angelino Alfano: «Il pacco, probabilmente, aveva finalità allarmistiche, ma inno- aie». Risultato: gli uomini della polizia meneghina sono al lavoro per esaminare i video di sorveglianza del circuito metropolitano, nella speranza di individuare l’autore del gesto.

Tant’è: ad accusare il colpo è anche il colosso aereo del low-cost Ryanair che ieri, presentando i conti trimestrali, ha annunciato un utile del 4% e il suo fondatore, Michael O’Leary, ha spiegato che a incidere sulla crescita risicata è anche «la volatilità del mercato causata dagli attacchi terroristici». Appunto: a mezzo giorno di ieri gli artificieri della Polizia di frontiera dell’aeroporto di Fiumicino (Roma) hanno utilizzato una «microcarica esplosiva» per far saltare il vetro posteriore di una Fiat Panda «sospetta» parcheggiata nel Multipiano B.

A destare preoccupazione è stato un borsone all’interno del bagagliaio: conteneva soltanto vestiti ed effetti personali, ma tanto è bastato per vie tare il passaggio di auto e viaggiatori nella zona per diverse ore. Anche a Ventimiglia (Imperia) è stata una mattinata diffìcile. Poco dopo le 9 due telefonate anonime hanno segnalato la presenza di un ordigno nel mercato coperto della cittadina ligure, a due passi dalle spiagge. La polizia. assiema alla Digos, ha effettuato la bonifica dell’area, ha controllato tutte le auto, ma non ha trovato alcun esplosivo. La voce al telefono era – pare – quella di un uomo, era stata camuffata, probabilmente aveva un accento arabo.

Un testimone racconta di aver sentito, dall’altra parte del filo, la minaccia che «per colpa di pochi moriranno in molti». Gli investigatori non escludono l’opera di un mitomane. Nella mattinata di ieri, poi, una chiamata anonima ha impegnato le forze dell’ordine al tribunale di Spoleto (Perugia): la (anche qui presunta) presenzi! di un ordigno ha obbligato all’evacuazione dell’edificio e all’attivazione del protocollo di sicurezza. Solo dopo alcune le attività del Palazzo di Giustizia sono tornate alla normalità.

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