Justin Bieber: Purpose bandito in Medio Oriente

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Purpose, L’album di Justin Bieber è inaccettabile in Medio Oriente: il cantante, nudo, esibisce simboli cristiani in cover

Purpose, l’ultimo album di Justin Bieber, non ha fatto neanche in tempo ad essere distribuito che già in Medio Oriente rischia di essere bandito.
Il motivo?
La copertina di Purpose lo raffigura nudo, sotto una luce sfocata, con le mani giunte in atto di preghiera e una croce bianca disegnata sul petto. Oltre ovviamente ai suoi immancabili tatuaggi.

Justin Bieber ha mostrato in anteprima la copertina sul suo account Twitter, alimentando l’attesa per i fan ma procacciandosi le ire dei musulmani più accaniti delle regioni medio orientali e dell’Indonesia, paesi a prevalenza musulmana.
Secondo l’opinione pubblica il messaggio lanciato sarebbe eccessivamente provocatorio.

A questo punto la casa di distribuzione di Justin sembra stia già correndo ai ripari con l’intenzione di modificare la cover e ridisegnarla. A livello di vendite sarebbe un fallimento precludersi i guadagni derivanti da una fetta di popolazione di fede musulmana.

All’interno dell’album Purpose è contenuto anche il singolo What do you mean, brano estratto che ha raggiunto la prima posizione nella top 40 della BillBoard.
Justin Beaber in passato ha avuto alcuni problemi con la legge e, l’anno scorso, in un eccesso di estasi religiosa, si era fatto immortalare assorto in preghiera in un cimitero per criminali di guerra giapponese, destando le ire di tutto il paese del Sol Levante.

A seguito di questi incidenti il cantante idolo delle più giovani avrebbe dichiarato di aver messo la testa a posto e volersi avvicinare a Dio e alla religione.
Forse, con la copertina di Purpose, vi si è avvicinato fin troppo.

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