Juventus – Sassuolo 1-0: Sintesi, pagelle, video gol e Highlights

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Soccer: Serie A; Sassuolo-JuventusQuando il Rosenborg realizzerà un gol come quello di Dybala, per le tv italiane sarà il momento di acquistare i diritti del campionato norvegese (anche se l’argentino sarebbe forse un po’ sprecato nella Tippeligaen). Se Dybala, invece, dovesse ripetere la prestazione di ieri sera anche mercoledì a Monaco di Baviera, allora la Juventus potrebbe dare vita a una delle più grandi imprese della sua storia pluricentenaria. Dybala e la Juventus tutta, per lo meno quella dei primi ottanta minuti: bella, effervescente, leggera nel liberare la classe dei suoi elementi più talentuosi, dal fenomenale argentino, agli affilati esterni Cuadrado e Alex Sandro che aprono facilmente la comunque solida scatola difensiva del Sassuolo, la mostruosa generosità di Mandzukic. Certo, dovranno sbagliare di meno ed essere meno frou frou sotto porta, ma se la squadra di Allegri ha una carta da giocare nella partita che può segnare un’epoca è quella della qualità tecnica e della fantasia dei suoi fuoriclasse, quella che ieri ha fatto sfoggio di sé, rimanendo solo parzialmente fotografata dallo striminzito 1-0 finale.

Il risultato minimo, tuttavia, consente alla Juventus di proseguire la marcia scudetto, mettendo il Napoli nelle condizioni di vincere domenica sera contro il Palermo di Novellino (sempre che arrivi a domenica sera, ma questa è un’altra storia). Con il godimento accessorio di aver traghettato Gigi Buffon a 4’ minuti dal record assoluto di imbattibilità, da conquistare nel derby, dopo aver difeso i suoi preziosi minuti con un paio di grandi parate (su tutte quella su Sansone).

Non solo: le dieci partite consecutive senza gol rappresentano anche un record di squadra. E nel suo minimalismo, l’1-0 al Sassuolo è eloquente a proposito della forza degli emiliani, squadra attrezzata e organizzata: non sarà il Bayern Monaco, ma è avversario vero e credibile per i campioni d’Italia. L’aggressione altissima, che non altera mai l’equilibrio difensivo, la volontà e la capacità di non aspettare la Juventus, la bravura di Magnanelli, Duncan e Sansone sono tutti fattori che attribuiscono al successo bianconero un valore maggiore dell’espressione puramente aritmetica del punteggio. Il Sassuolo è sicuramente una delle prime sei forze del campionato.

A tre giorni dalla sfida con il Bayern Monaco, la Juventus è parsa in forma fisica buona e in condizione psicologica ottima. La tenuta mentale con la quale sta allungando la serie positiva è qualcosa che rappresenta, di per sé, un record micidiale: 20 partite, 19 vittorie e 1 pareggio. Un rullo che sa adattarsi alle situazioni, che vince sempre in modo diverso, tenendo come unica costante la cattiveria agonistica di chi non conosce altra strada che quella che porta al successo. Sarà difficile, in futuro, trovare giocatori di questo spessore morale: se la tecnica è replicabile e rintracciabile attraverso l’occhio lungo dei talent scout, la pasta umana con cui sono costruiti i Buffon, i Barzagli, i Bonucci, i Marchisio (per citare giusto i senatori in campo ieri, ma l’elenco è ovviamente più lungo) è materiale rarissimo, purtroppo inclonabile. Perché ancora una volta la Juventus stupisce per l’affamata determinazione con cui cerca la vittoria, attitudine che non può non colpire: sembrano i bianconeri quelli che devono vincere per la prima volta dopo tanti anni, sono loro quelli che volano sulle ali dell’entusiasmo, senza sentire neppure vagamente la sazia pesantezza di quattro scudetti già archiviati. Questa è la Juventus, la squadra che vince in Italia e non sempre riesce a farlo in Europa, tuttavia resta una squadra che comunque passerà alla storia e intravede nei lampi di Paulo Dybala squarci di luminosissimo futuro.

Lo spettacolare gol di Paulo Dybala entra nella galleria d’arte juventina come una delle perle pregiate della stagione. Certo non una novità per un ragazzo che, a 22 anni e alla prima stagione in un top club, si è già caricato sulle spalle responsabilità e pressioni, dimostrando partita dopo partita di seguire la scia dei più grandi. Se il limite è il cielo, l’orizzonte di Dybala si chiama Lionel Messi. Ancora presto per accostamenti pericolosi, però il termine di paragone non è più modificabile: non può essere ancora “l’Anti-Pulce”, tuttavia possiede ogni requisito necessario per diventarlo. Non è solo la giocata di seta pura a rendere la Joya un gioiello calcistico di assoluto pregio. Il gol, quel gol, è davvero alla Messi: ricevere palla, pensare in una frazione di secondo, sistemarsela sul sinistro e cercare proprio quell’angolino a giro, rendendo elementare ciò che invece, nella pratica, è capolavoro riservato a pochi eletti. Sinistro a giro in una chirurgica parabola: sì, una rete alla Messi. Che però chiaramente non basta per essere Messi. E infatti Dybala è molto di più: movimento perenne, qualità raffinata nel passaggio, sacrificio indispensabile in fase di non possesso, disponibilità nell’aiutare il compagno e maturità, nonostante la giovane età, nell’affrontare ogni partita con medesimo atteggiamento.

Dybala alza la cresta, disegnata sapientemente dal parrucchiere di fiducia, e prendere per la mano la Juventus in una notte fondamentale per la corsa scudetto. Il conteggio delle reti aumenta e riprende la marcia in campionato: prima di ieri l’argentino era fermo da un mesetto, dal Frosinone, ma con il Sassuolo arriva il gol numero 14 in serie A con la maglia della Juventus, il diciottesimo complessivo considerando anche Champions League (uno), Coppa Italia (due) e Supercoppa (uno). Una media esaltante per la Joya: quasi mezzo gol realizzato a partita, cifre, per intendersi, alla Del Piero nel periodo d’oro oppure alla Apache Tevez. Sono numeri che certificano l’importanza cruciale del giocatore sulle sorti della stagione juventina: non si può parlare di dipendenza, ma di sicuro il numero 21 di Max Allegri sposta gli equilibri molto più di quanto forse qualunque tifoso si sarebbe aspettato a inizio stagione. E anche (e soprattutto) sulle invenzioni di Dybala che la Juventus si affiderà per tentare la rimontona all’Allianz Arena di Monaco di Baviera per proseguire il cammino europeo dei bianconeri.

Ormai i 40 milioni spesi in estate dalla Juventus per Dybala – uscito dal campo ieri tra l’ovazione dello Stadium – sembrano sempre più un affare gigantesco del club bianconero che lo ha “soffiato” alla concorrenza, sfruttando anche le perplessità di chi, evidentemente, non era ancora del tutto convinto di avere davanti un fuoriclasse del futuro. In realtà la Joya è un fenomeno del presente juventino e se ne sono resi conto gli 007 dei top club ieri sera appostati sui seggiolini dello Juventus Stadium per spiare l’argentino. L’osservatore del Bayern Monaco è chiaramente attento all’aspetto più tecnico: Guardiola ha un ritorno degli ottavi da preparare al meglio per respingere l’assalto della squadra di Allegri e ogni dettaglio diventa fondamentale. Ma anche in chiave mercato non può sfuggire il talento puro di Dybala. Di sicuro avrà preso appunti entusiastici lo 007 del Barcellona: non è un mistero che il ragazzo goda di un apprezzamento speciale in terra catalana, il gol stile Messi ha ulteriormente impreziosito le esaltanti relazioni blaugrana. Il valore di mercato della Joya adesso schizza ben oltre gli 80 milioni ipotizzabili. E per la Juve non ha prezzo: la granitica volontà del club bianconero è di non ascoltare le milionarie sirene di mercato che in estate si scateneranno. Chi gongola è senza dubbio il ct argentino Martino: Dybala si può giocare il posto da titolare in una Seleccion traboccante di talento. Tutto bene, purché il Tata non strapazzi eccessivamente Dybala: è troppo importante per la Juve, nel presente e nel futuro.

JUVENTUS  BUFFON 7  Il Sassuolo prova a fargli il solletico, ma di interventi neppure l’ombra per 70 minuti abbondanti, finché Sansone non gli sporca i guantoni. Eccola, la paratona salva-scudetto. E il record d’imbattibilità da strappare a Sebastiano Rossi, ora che Zoff è alle spalle, dista soltanto quattro passi/minuti… BARZAGLI 6.5 Piazzato sulla mattonella di Sansone, il muro non crolla, anzi s’innalza a fare ombra anche sugli altri piccoletti emiliani. BONUCCI 6.5 Al povero Falcinelli lascia le briciole e in impostazione non incorre in alcuna “bonucciata”. E’ il simbolo della fame juventina, che si rinnova di continuo. RUGANI 6.5 Non benissimo in avvio quando rimane basso e tiene Sansone in gioco. Difetta in ruvidezza agonistica: non è una novità. Avrebbe bisogno di impratichirsi di più al “gergo” juventino sul campo, ma è durissima con la concorrenza che si ritrova in casa. CUADRADO 7 All’inizio sembra dare quella spiacevole sensazione del “vorrei ma non posso”. Poi il dai-e-vai di tacco con Dybala e successivo assist lo restituiscono al ruolo di “genietto” della fascia destra. KHEDIRA 6.5 La tecnica c’è sempre stata, a volte il problema è l’ultimo passaggio. Bene nell’evitare di farsi travolgere dai muscoli di Duncan: il tedesco, a Monaco di Baviera, servirà come il pane. Pogba (27′ st) 6 Da mezzala destra ha subito l’occasione giusta: Consigli lo mura, Paul non si dispera e guarda avanti. Sono serviti i consigli di “zio Max”… MARCHISIO 6.5 Se messo sotto pressione, può peccare in fase di appoggio. Ma l’impegno è in crescendo, così come il contachilometri personale: corre, oh se corre il Principino… ASAMOAH 6 Prova pian piano a ritrovare la condizione, anche se deve frenare l’eccessiva irruenza. Da mezzala sinistra, spesso, sconfina a destra in maniera un po’ confusionaria. Ma è solo alla settima presenza stagionale. ALEX SANDRO 7.5 Non è soltanto l’uomo delle scorribande in fascia, s’inventa pure inserimenti puntualissimi alle spalle della difesa emiliana. Provoca l’ammonizione a Vrsaljko, inebetito dal mal di testa: questo Alex Sandro merita di giocare all’Allianz Arena. MANDZUKIC 7.5 Dialoga subito nello stretto con Dybala, si porta a spasso i centrali del Sassuolo: non brilla sotto porta, ma è il lavoro ai fianchi della difesa nemica che colpisce ogni volta di più. Esce toccandosi l’inguine: da monitorare. Lichtsteiner (44′ st) ng. DYBALA 8 Il mancino al volo coniato dopo 24 secondi promette bene, il consueto ondeggiare tra le linee è l’incipit perfetto di una serata ricca di sussulti. Resiste alle cariche più dure e sforna assist a getto continuo, quindi s’inventa un sinistro a giro da lasciare il mondo a bocca aperta. Signori, questa è roba da Messi… Morata (35′ st) 6 Subito cazziato da Allegri per il timido approccio, poi se ne va in slalom tra le sagome in blu e stuzzica Consigli: roba che su questi schermi non si vedeva da tempo. ALL. ALLEGRI 7 Il 3-5-2 cangiante in 4-4-2, con Dybala oscillante sulla trequarti, è soluzione che intriga in prospettiva Bayern. La Juventus, pur soffrendo nel finale, vola momentaneamente a più 6 sul Napoli: mai visto un distacco simile in questo campionato.

SASSUOLO CONSIGLI 7 Sul pezzo fin dall’avvio, con Dybala, Alex Sandro e Pogba costretti a masticare amaro. Il gol strappa-applausi della “Pulce bianconera” è imparabile. VRSALJKO 5 Il duello con Alex Sandro lo vede soccombere: non lo prende mai. ANTEI 5 Smarrisce un paio di palloni letali. Tende ad appassirsi cammin facendo. ACERBI 5 Le infilate di Dybala lo lasciano sul posto. E sulla rete dell’argentino si fa uccellare da Cuadrado.  PELUSO 5 Il colombiano è una furia, l’ex juventino boccheggia. In ritardo sul gol-partita. BIONDINI 6 Pressa alto su Asamoah, segue affannosamente Dybala quando il sudamericano arretra. Pellegrini (24′ st) 6 La mediana prende coraggio con il suo ingresso. MAGNANELLI 6 Nel Sassuolo giocherebbe titolare anche a novant’anni. Capitano d’ordine e disciplina. DUNCAN 6 L’amico di Asamoah ha il piedino caldo. Rude, ma efficace su Khedira. POLITANO 5 Non è Berardi, neppure sotto porta. Se gioca il calabrese, lui va in panchina: non è un caso. Adjapong (45′ st) ng. FALCINELLI 5 Una sua sventagliata alta è il massimo che riesce a combinare. Trotta (32′ st) ng. SANSONE 6.5 L’ultimo killer della Juventus è l’unico ad accendersi sfiorando il pari nel finale. ALL. DI FRANCESCO 6.5 Non è abituato a piangersi addosso, ma senza quattro titolari è dura sopravvivere. Se l’è giocata, più di così… ARBITRO CELI 6 Azzecca le ammonizioni, tollerando il gioco duro. Tirando le somme, se la cava.

Nessuna protesta clamorosa, l’arbitro Celi di Bari ha sempre visto bene. Nella ripresa, dopo due minuti, la Juve chiede (molto timidamente, però) un calcio di rigore per un presunto fallo di… braccio di Magnanelli su conclusione di Alex Sandro. Ma è un’impressione ottica visto che il giocatore del Sassuolo respinge di petto. All’11’ brividi per Buffon che ha rischiato molto. Riesce a catturare un pallone in extremis con le mani che poi lascia cadere per terra nella corsa. Dentro o fuori area? E’ davvero questione di millimetri ma il brivido resta, Supergigi ha rischiato l’espulsione. Al trentesimo contatto tra Bonucci e Falcitelli al limite dell’area. Il Sassuolo chiede il rigore ma non c’è per due motivi. Il primo è che il contatto è avvenuto fuori dall’area e il secondo è perchè non c’erano gli estremi del fallo. Tutto qui, nessun caso clamoroso da moviola. E’ stata una partita agonisticamente tirata ma mai cattiva. Qualche cartellino giallo, nulla più.

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