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Afghanistan, paura a Kabul: razzo esplode vicino l’ambasciata italiana: fra le vittime un bambino italiano

Un attacco vicino all’ambasciata italiana a Kabul ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di ieri, 17 gennaio 2016, ma vediamo nello specifico quanto accaduto. Erano circa le ore 21,40 locali, in Italia circa le 18.00, quando un razzo è caduto all’esterno del compound della Cooperazione italiana a Kabul ovvero la capitale oltre che la più grande città dell’Afghanistan, ferendo due guardie di sicurezza afghane, stando a quanto riferito da Tolo News.

Sul posto, in seguito all’esplosione, sono subito intervenuti le forze di sicurezza e i vigili del fuoco e, stando alle prime notizie sul terribile accaduto sembrerebbe che l’obiettivo dell’attacco non fosse proprio l’ambasciata ma la zona verde all’interno della quale si trovano diverse sedi diplomatiche comprese quella della Nato, Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord.

“Siamo tutti salvi, stiamo tutti bene. La situazione è tranquilla e il nostro morale alto. Andiamo avanti nel nostro lavoro. Un ordigno di imprecisata natura è esploso fa all’esterno del compound della Cooperazione italiana, sullo stesso viale dove, a circa 200 metri, si trova la sede dell’ambasciata d’Italia”, sono state nello specifico le parole dichiarate da Luciano Pezzotti. Proprio oggi si terrà un particolare incontro tra i rappresentati di Afghanistan, Pakistan, Stati Uniti e Cina, nel corso del quale verranno discussi i possibili colloqui di pace con i talebani, i quali hanno rivendicato l’attacco.

L’ambasciatore italiano a Kabul, Luciano Pezzotti, nel corso di un’intervista rilasciata all’aAdnkronos in seguito all’esplosione rivendicato dai telebani, ha inoltre dichiarato che, nulla lascia presumere che tale attacco avesse come obiettivo proprio l’ambasciata italiana proseguendo inoltre “Non escludo che chi lo rivendicherà potrà dire che era contro l’Italia ma al momento non abbiamo nessun indizio in questo senso, anche perchè qui in zona ci sono tantissime ambasciate una attaccata all’altra”.

Pezzotti ha poi continuato sottolineando che, al momento, non era ancora chiara quale fosse stata la dinamica di quanto accaduto e proprio oggi cercheranno di capire quale tipo di razzo sia esploso.  Le guardie rimaste ferite in seguito all’attacco sono state subito trasportate in ospedale, ma secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni le loro condizioni di salute non sembrano essere particolarmente gravi e soprattutto la loro vita non sembrerebbe essere in pericolo.

L’ambasciatore Luciano Pezzotti ha poi concluso affermando “Al momento dell’esplosione ero nel giardino dell’Ambasciata, ho sentito due colpi e visto una grande fiammata. Non so dire con esattezza, quindi, se siano stati sparati due diversi razzi o solo uno. Le schegge hanno colpito due poliziotti afghani che sono stati portati in ospedale ma per fortuna sono fuori pericolo di vita. Subito dopo l’esplosione tutto il personale dell’Ambasciata, come da procedura, è stato portato nel bunker. E le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco intervenuti sul posto”. I testimoni che erano presenti sul luogo hanno raccontato di aver visto all’improvviso una grande colonna di fumo proprio nel luogo dove in seguito è esploso il razzo.

Il bilancio: 26 vittime e 56 feriti È di 26 persone uccise, trale quali molti stranieri, il bilancio delle vittime dell’assalto terroristico all’Hotel Splendid e al caffè-ristorante Cappuccino di Ouagadougou. Lo haconfermato il primo ministro del Burkina Faso,
Paul Kaba Thieba, nel corso di una riunione d’emergenza del governo. Sono invece 56 le persone rimaste ferite nell’attacco, conclusosi con l’intervento delle forze di sicurezza. Alcuni dei feriti versano in gravi condizioni, ha riferito Thieba.

Tra le persone uccise figurano otto canadesi, uno statunitense, due cittadini svizzeri e due francesi. L’attacco è stato rivendicato da Al Qaeda nel Maghreb islamico che ha attribuito l’assalto al gruppojihadista al-Mourabitoun, lo stesso gruppo che aveva rivendicato l’attacco dello scorso novembre all’hotel Radisson di Bamako, in Mali. Nel riferire i risultati dell’operazione, il ministro dell’Interno Simon Compaore ha detto che gli ostaggi di varie nazionalità tratti in salvo nell’hotel Splendid sono stati 126, mentre altri 30 sono stati liberati dal caffè Cappuccino attiguo all’albergo. Nell’operazione sono stati uccisi quattro terroristi.

Aveva soltanto 9 anni Michel, l’ultima vittima civile italiana di un attentato terroristico. Era il figlio di Gaetano Santomenna, il titolare italiano del ristorante «Le Cappuccino» a Ouagadaougou, capitale del Burkina Faso, teatro venerdi scorso di un attacco jihadista.
Il piccolo Misha, come lo chiamavano tutti, si trovava nel ristorante del papà quando ha perso la vita con la mamma Victoria Yankovska, la zia Yana e la nonna, tutte e tre di nazionalità ucraina.

A diffondere la notizia è stato il ministero degli Esteri italiano, dopo aver effettuato verifiche su circa 100 connazionali che risultavano presenti nella capitale. La Farnesina ha fatto sapere anche in un comunicato che le operazioni formali di riconoscimento dei corpi delle vittime dell’attentato sono tuttavia «ancora in corso da parte delle autorità del Burkina Faso, e potrebbero durare a lungo in considerazione dell’elevato numero di vittime di vari paesi coinvolti». Sul posto per assistere Santomenna e i familiari, fin dai momenti successivi all’evento, sono giunti il Console Onorario a Ouagadougou, Aline Giglio e l’ambasciatore d’Italia ad Abidjan, Alfonso Di Riso.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi ha espresso il suo cordoglio «per una giovane vita recisa dall’odio». Mentre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha commentato: «Crimine orrenda, l’Italia è vicina al padre Gaetano».

Ed il bilancio delle vittime dell’attacco di Al Qaida contro il Cappuccino e l’hotel Splendid è stato aggiornato ieri dal primo ministro del Burkina Faso, Paul Kaba Thieba, nel corso di una riunione d’emergenza del governo. Sono 29 le persone morte e 56 le persone rimaste ferite nell’attacco di venerdì, alcune delle quali versano in gravi condizioni, ha riferito Thieba. Tra le 26 persone uccise figurano anche otto canadesi, uno statunitense, due cittadini svizzeri e due francesi. L’attentato è stato rivendicato da Al Qaeda nel Maghreb islamico che ha attribuito l’assalto al gruppo jihadista al-Mourabitoun, lo stesso gruppo che aveva rivendicato l’attacco dello scorso novembre al- l’hotel Radisson di Bamako, in Mali. Dal 2001 ad oggi sono stati45 i civili italiani morti in attentati terroristici.

Nell’anno appena trascorso hanno perso la vita nove persone. Tunisi, museo del Bardo, 18 marzo, nell’attentato rivendicato dall’Isis muoiono Antonella Sesino, Giuseppina Biella, Orazio Conte e Francesco Caldara. Ad aprile dopo tre anni di prigionia in Pakistan muore in un raid americano contro una base di Al Qaeda in Pakistan, il cooperante Giovanni Lo Porto. A Kabul, il 13 maggio, un attacco talebano ad una gue- sthouse uccide Alessandro Abati, consulente bergamasco di 47 anni. Con lui perdono la vita la compagna ka- zaka ed altre 14 persone. Il 28 settembre il cooperante italiano Cesare Tavella, 50 anni, resta vittima di un agguato nel quartiere diplomatico di Dacca, in Bangladesh.

Infine arrivamo al 13 novembre. Il corpo di Valeria Solesin, studentessa veneziana di 28 anni, viene ritrovato nel locale Bataclan, è l’unica italiana tra le vittime della stragi terroristiche rivendicata dall’Isis di Parigi. E tensione è stata registrata ieri a Kabul quando un razzo è caduto vicino all’ambasciata italiana, ferendo soltanto lievemente due guardie afghane di picchetto, poi ricoverate in ospedale. Secondo fonti diplomatiche sul posto il razzo caduto intorno alle 09.40 ora locale a Shashdarak, una zona di uffici diplomatici e condomini residenziali, sarebbe stato lanciato genericamente contro la cosiddetta «zona verde» delle ambasciate a Kabul ma non avrebbe avuto come obiettivo specifico quella italiana.

«Siamo tutti salvi, stiamo tutti bene» ha fatto sapere all’Ansa l’ambasciatore Luciano Pezzotti. Lui stesso ha poi spiegato che «un ordigno di imprecisata natura è esploso fa all’esterno del compound della Cooperazione italiana, sullo stesso viale dove, a circa 200 metri, si trova la sede dell’ambasciata d’Italia». La situazione a Kabu è tesa perché proprio oggi riprendono i colloqui a quattro tra Usa, Cina, Afghanistan e Pakistan per tentare di rilanciare accordi di pace tra il governo di Kabul e i talebani.

complesso della cooperazione italiana sotto attacco a Kabul. Un razzo forse lanciato da un dispositivo a spalla è esploso alle 9 e mezza di sera ora locale a poche decine di metri dall’Ambasciata d’Italia e dalla sede della Cooperazione italiana nella capitale afghana. Grande paura e agitazione all’interno, due feriti non gravi all’esterno: guardie afghane. È scoppiato un incendio.

L’ambasciatore, Luciano Pezzotti, ha fatto sapere che «siamo tutti salvi, stiamo bene». Dopo l’incertezza iniziale su quale fosse il reale bersaglio del razzo, è arrivata la rivendicazione via twitter sul profilo di “Habibullah Helal” legato ai talebani dell’Emirato islamico: «L’obiettivo era l’ambasciata d’Italia».
Il razzo non ha colpito direttamente l’edificio della rappresentanza, ma ci è andato molto vicino. Conferma Pezzotti: «Ci sono stati effettivamente dei danni, ma una valutazione potrà essere fatta per ragioni di sicurezza solo domattina».

Cioè oggi. «Allo stato delle cose non abbiamo motivi per ritenere che si tratti di un attacco diretto contro di noi». Parole superate dalla rivendicazione. Le forze di sicurezza afghane sono intervenute circondando la zona e il capo della polizia criminale di Kabul, Faridoon Obidi, ha parlato di «esplosione frutto di un razzo, mentre un secondo razzo è stato neutralizzato».

C’è grande attesa, nella capitale afghana, per l’incontro a quattro di oggi tra governo afghano, Pakistan, Cina e Stati Uniti nel quale si dovrebbe mettere a punto un per-
corso che conduca all’avvio di colloqui di pace tra le autorità ufficiali di Kabul e i Talebani. Incontro sul quale peserà il sequestro – confermato ieri sera dal Dipartimento di Stato – di tre contractor Usa rapiti a Bagdad

IL RUOLO DI ROMA Ma certo non sfugge il coinvolgimento dell’Italia nell’opera di stabilizzazione dell’Afghanistan, confermato con la proroga della nostra missione oltre dicembre 2015 su richiesta americana insieme a americani, tedeschi e turchi.
Gli italiani, circa 900, sono impegnati soprattutto nella stabilizzazione di uno dei quattro quadranti, quello occidentale di Herat, in cui è stato suddiviso il territorio afghano, e in particolare nella formazione e nell’addestramento delle forze di polizia afghane.

LA BASE Camp Arena è la base del nostro contingente, ma decine di militari italiani sono distaccati presso lo staff del comando Nato nella capitale. Impegno raddoppiato rispetto ai “500 militari di media” indicati in un primo momento dal ministro della Difesa, Roberta Pinot- ti. Altre decine di nostri militari sono sparsi tra Al Bateen, base aerea negli Emirati Arabi, Tampa in Florida al comando USA dell’operazione chiamata “Resolute Sup- port” (RS) e infine il Bahrein per il collegamento con gli americani. Tra le quattro aree o “derivazioni” di competenza (Mazar-e Sharif a nord, Herat a ovest, Kandahar a sud e Laghman a est), la nostra è quella dove ci sono stati i maggiori progressi. Ma già nel settembre 2011 un razzo di RPG era caduto vicino al muro esterno dell’Ambasciata. Al 2009 risale invece l’attentato al Massoud Circle nel quale morirono 6 paracadutisti della Folgore, mentre il 26 febbraio dell’anno successivo venne ucciso lo 007 italiano Pietro Antonio Colazzo nell’attacco a un albergo di Kabul.

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