Kamikaze dell’Isis a Istanbul fa strage di tedeschi

Mattinata di sangue ieri nel cuore turistico di Istanbul, la vecchia capitale turca del tempo dei sultani visitata da migliaia di stranieri. Quasi tutti europei sono i 10 morti causati dalla deflagrazione della cintura esplosiva di un kamikaze dell’Isis che si è fatto scoppiare in mezzo a una comitiva di tedeschi “armati” solo di macchine fotografiche.

La strage è avvenuta nella piazza Sultanhamet, vicino all’obelisco di Teodosio e a una fermata del tram, a poche centinaia di metri da due emblemi della “Turchia da cartolina”, la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia.

Secondo le ricostruzioni emerse nelle ore successive, il terrorista era un saudita di 28 anni di origini siriane, tale Nabil Fadli, membro dell’Isis ma non compreso nella lista dei sorvegliati speciali presenti in Turchia, forse infiltratosi di recente. Fadli camminava sulla piazza insieme a una donna sua complice, quando un poliziotto lo ha guardato con sospetto.Temendo un controllo perché indossava sotto gli abiti la cintura esplosiva, il saudita avrebbe cercato di eludere l’agente infilandosi fra i turisti tedeschi e poi innescando l’ordigno per disperazione.

Intanto la sua complice è scappata di corsa fra facendo perdere le sue tracce. Secondo i testimoni l’esplosione «è stata come un terremoto», «i palazzi hanno tremato ed era difficile capire chi fosse vivo e chi morto, tanti i corpi che erano a terra». In pochi minuti, lapolizia ha fatto sgombrare tutta l’area paventando un secondo ordigno, per fortuna inesistente.

Il governo turco ha posto una temporanea censura sulla diffusione di notizie, rimuovendola solo dal pomeriggio, quando il presidente Recep Erdogan è intervenuto condannando l’attentato e dando i primi dati sicuri di 10 morti e 15 feriti. Quasi a rigettare i sospetti di legami fra Ankara e il califfato, Erdogan ha rincarato: «La Turchia è il primo obbiettivo del terrorismo».

È stato seguito dal premier Ahmet Davutoglu, che ha specificato come 8 dei morti fossero tedeschi e uno peruviano, mentre fra i feriti ci sarebbero da tre a sei altri tedeschi, un norvegese ricoverato in ospedale e, con danni lievi, un sudcoreano. La decima vittima, distinta dall’attentatore, non è stata ancora identificata.

Sia Davutoglu, sia il suo vice Numan Kurtumlus hanno dato le prime informazioni sull’attentatore calcando sulle sue «origini siriane», mentre ad approfondire il fatto che Fadli è nato e cresciuto in Arabia Saudita è stata l’agenzia di stampa Dogan. La censura sulle notizie iniziali dell’attentato ha sollevato pesanti critiche da parte del capo del Chp, maggior partito d’opposizione, Kemal Kilicdaroglu, secondo cui Erdogan e il suo partito islamista Akp «sono incapaci di governare».

Le indagini sono solo all’inizio e la polizia turca deve capire anche se un incendio scoppiato in un altro quartiere di Istanbul due ore dopo l’attentato è doloso e dunque forse collegato, o se è solo una fatalità. Di certo, la sorveglianza s’è fatta in serata strettissima in punti nevralgici di Istanbul come l’aeroporto Ataturk e la piazza Taksim, tanto più che la presunta complice del kamikaze è in circolazione e non si sa se rechi essa stessa con sé un qualche ordigno.

Davutoglu ha già telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel per esprimerle le condoglianze, al che il capo del governo di Berlino, già provato di recente dalle crescenti difficoltà di convivenza con gli islamici in territorio germanico, ha ricordato «la faccia crudele e inumana mostrata oggi dal terrorismo internazionale». Su oltre 23 milioni di turisti all’anno che visitano la Turchia, i tedeschi primeggiano con 5,1 milioni, seguiti con 3,7 milioni dai russi che però quest’anno latiteranno, a causa delle tensioni fra Ankara e Mosca. Ora è probabile che anche dalla Germania i viaggiatori si assottiglino.

D’altronde il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier ha invitato i concittadini a non fare viaggi nella regione o perlomeno a «evitare i luoghi affollati». Mentre Istanbul è passata al setaccio, verso sera anche il resto della Turchia è stato “blindato” da Erdogan. Nella sola capitale Ankara la polizia ha arrestato 16 sospetti affiliati all’Isis, di cui il presunto capo è turco ed è stato bloccato in un caffè del quartiere Tunali Hilmi, gli altri 15, siriani, sono stati catturati nei quartieri di Pola- til, Cubuk e Sincan. Ma ulteriori 31 jihadisti sono stati presi nelle stesse ore nelle province meridionali di Sanliurfa e Mersin, accusati di preparare nell’ombra nuove stragi.

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