Kate Middleton e William, sono sempre più distanti dalle tradizioni di famiglia

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Una scelta che avrebbe avuto la benedizione anche di Lady D, la nonna che il “Rovai Baby” non ha mai conosciuto. Per ii piccolo George, terzo in linea di successione al trono britannico, è arrivato il momento di fare le prime esperienze scolastiche. E mamma Kate e papà William hanno pensato di iscriverlo a un asilo in cui viene utilizzato ii metodo Montessori, tanto caro alla compianta Diana Spencer che, prima di sposarsi con Carlo, aveva insegnato in una scuola materna dove veniva utilizzato questo approccio educativo.

«Si tratta di un metodo ideato dalla pedagogista italiana Maria Montessori più di cento anni fa», spiega la psicologa Elisabetta Callotta. È un approccio, continua l’esperta, «che mette al centro di tutto il rispetto per la spontaneità del bambino ed è stato il primo a offrire un’alternativa all’educazione autoritaria dei passato». Una decisione quindi che a Buckingham Palace non ha stupito più di tanto, vista la volontà dei duchi di Cambridge di costruire attorno al loro primogenito un ambiente il più normale possibile. «Il concetto base del metodo», sottolinea la psicologa, «è quello di insegnare al bambino a fare da solo.

Il piccolo si serve la merenda, si versa l’acqua, sceglie il lavoro da svolgere all’interno della sua mattinata. Il maestro è presente, ma riduce al minimo il proprio intervento: il suo ruolo è quello di vigilare affinché il bimbo non sia intralciato nella sua attività. Ma attenzione: non si tratta di un luogo senza regole, che invece esistono e sono molto precise. Il metodo montessoriano è rispettoso delle individualità e insegna a rapportarsi alla natura e a svolgere ogni compito con cura e precisione».

Insomma, pur di assicurare al piccolo George un’infanzia serena, William e Kate non hanno avuto paura di andare contro le rigide tradizioni di corte.

A differenza degli altri membri della Casa Reale, il principe George dalla fine di gennaio frequenterà la scuola materna lontano da Londra. La Westacre Montessori School Nursery infatti si trova nella contea di Norfolk, a 180 chilometri dalla capitale inglese, ma a pochi minuti di auto da Anmer Hall, la dimora di campagna degli Windsor, che la regina Elisabetta ha donato a William e Kate in occasione del loro matrimonio e dove i due sposi si sono trasferiti nell’estate del 2014 per essere più vicini alla East Anglian Air Ambulance, luogo di lavoro del principe.

Un portavoce dell’istituto ha precisato che George sarà trattato come gli altri: niente favoritismi, ma massima privacy. L’asilo, del resto, si trova in un luogo ideale per proteggere il “Royal Baby” da occhi indiscreti: sorge in una via privata, che rende impossibile l’accesso ai curiosi e ai paparazzi.Un requisito in più che ha tolto ogni dubbio al principe William, particolarmente sensibile all’intrusione della stampa dopo la tragedia della madre, morta a Parigi in un incidente d’auto avvenuto al culmine di un rocambolesco inseguimento da parte di un gruppo di fotografi.

Il piccolo George non andrà a scuola tutti i giorni, ma solo quando il papà sarà impegnato con il suo lavoro di elicotterista di mezzi di soccorso. Quando era piccolo lui, mamma Diana si era battuta a lungo, vincendo la sua battaglia, affinché il figlio si trovasse a contatto con i suoi coetanei e non fosse educato a palazzo, com’era avvenuto per Carlo. Nel caso di William la scelta era caduta su una scuola materna nel centro di Londra con allievi selezionati e rette scolastiche salate.

L’asilo di George invece appare più economico: costa 5,50 sterline l’ora (circa 9 euro). Dall’ente che si occupa di valutare le scuole inglesi ha ottenuto un giudizio di “buono”, fermandosi un paio di punti sotto l’eccellenza: segno che il rustico istituto di campagna è funzionale, ma ha poco a che fare con la perfezione cui è abituata da secoli la monarchia. Il fatto che l’asilo di George si trovi lontano da Londra a- vrebbe però sollevato il malcontento di Elisabetta. La regina, secondo indiscrezioni, avrebbe espresso il desiderio di vedere più spesso il pronipote. E saperlo così vicino ai genitori di Kate – i “borghesi” Middleton, che da quelle parti sono di casa – piuttosto che al protocollo di corte le avrebbe tolto il sorriso conquistato durante le feste. In fondo, si sa, anche i ricchi piangono: regine comprese.

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