La Buona Scuola genera il caos: una su 5 senza preside

La Buona Scuola di Matteo Renzi è legge, ma a poche settimane dall’inizio dell’anno è già caos: almeno un istituto su cinque, infatti, sarà senza preside, quel preside cui il presidente del Consiglio ha dato gli stessi poteri assegnatigli dal governo Mussolini nel 1923. Il debutto del “dirigente sceriffo”, dunque, come previsto dalla nuova riforma della scuola, inizia con un grande handicap e a darne l’allarme è l’Associazione nazionale dei presidi.

L’Associazione nazionale dei presidi denuncia il dilagare della pratica delle reggenze, secondo cui un preside è chiamato a coprire la direzione di più di un istituto, a causa di posti vacanti. Nel mese di settembre, secondo gli ultimi dati, la scuola italiana avrà ben 1740 reggenze, circa il 20% su un totale di 8.382 posti in totale. Secondo quanto prevede il dm 466, infatti, l’organico dei presidi prevede un totale di 8382 istituzioni scolastiche, tra cui le 385 scuole sottodimensionate che non disporranno di un dirigente, e i 126 centri per gli adulti, per un totale di 8508 istituti. Stando ai calcoli dell’Associazione, invece, i presidi saranno circa 6800:

Considerando che a settembre andranno in pensione 770 dirigenti – dichiara Giorgio Rembado, presidente Anp – al 1° settembre ce ne saranno di ruolo appena 6800: i tempi per bandire il nuovo concorso sono stretti per far sì che a settembre 2016 si possa partire con i nuovi presidi. Se consideriamo gli ulteriori 700 pensionamenti di media del prossimo anno, la soglia delle presidenze vuote sale dal 20 al 30%. Sono dati molto preoccupanti.

Un istituto su cinque, dunque, non avrà il preside o meglio avrà un reggente proveniente da un altro istituto e i poteri conferitigli dalla Buona Scuola di Renzi si trasformerebbero in un flop in quasi 2.000 casi. Avere una reggenza e non un preside di ruolo, significa sostanzialmente che quegli istituti rischiano di finire nel caos, poiché il dirigente dovrà badare principalmente alla sua scuola, mentre per l’altra se ne occuperà a tempo perso, o al massimo a mezzo servizio per il sovraccarico di lavoro.

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