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La Camera taglia gli stipendi dei deputati, ma “rischiano” di guadagnare come prima

Dopo mesi e mesi di polemiche, di annunci e controsterzate, è arrivata la tanto agognata decisione della Camera di abbassare lo stipendio degli onorevoli di 1.300 euro lordi (700 euro netti). A ciò si dovrà aggiungere poi un altro taglio del 10% per i deputati che svolgono altri ruoli. Le decisioni prese ieri, intanto, hanno immediata esecutività e sono definitive. Tutto tace dal Senato, intanto, mentre ci sono novità in arrivo anche per quanto riguarda le spese per i collaboratori parlamentari, con il rimborso che sarà d’ora in poi al 50% forfettario e dovrà a sua volta essere documentato al 50%.

Buon passo avanti anche da questo punto di vista, dunque, anche se la ‘piazza’ continua a ritenere questi provvedimenti insufficienti. In attesa di regolamentare la materia per legge, entra nel vivo anche la questione dei vitalizi dei deputati che d’ora in avanti passeranno al sistema contributivo, così come i dipendenti della Camera.
“Troppo poco” tuona Alessandra Mussolini dalle frequenze di Radio 24 Il Sole 24 Ore, mentre c’è addirittura chi sostiene che avendo agito sulla retribuzione lorda, cambiando il regime fiscale… I deputati continueranno a percepire lo stesso stipendio di prima. Nei prossimi giorni faremo quattro calcoli e sentenzieremo.

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