Intercettazioni a Quarto: La camorra ha appoggiato un candidato M5S? Woodcock indaga su possibili legami

E il Pd fa quadrato e attacca i Cinque Stelle. Sandra Zampa, vice presidente del Partito Democratico pone l’accento di Di Maio e Fico: “Il quadro che le indagini della magistratura sulle amministrative del comune campano di Quarto ci consegnano è grave e inquietante. Ancora più grave è il silenzio dei vertici del Movimento 5 stelle che proprio in quel territorio vanta la presenza e l’attività di due suoi esponenti di primissimo piano, Di Maio e Fico”.  Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd: “Ma come mai il movimento Cinque Stelle non manifesta davanti alla prefertura di Napoli per chiedere lo scioglimento del comune di Quarto, da loro amministrato? Ma come mai? Strano, io sono certo, che se questo fosse successo in un comune amministrato dal Pd o da altri, i vari di Maio, Di Battista o Fico, si starebbero stracciando le vesti di fronte alla prefettura, oppure ci impartirebbero lezioni di morale dai banchi parlamentari”. Debora Serracchiani, vicesegretario Pd: “Di Maio e Fico a Quarto hanno fatto campagna elettorale a tappeto, dando lezioni di onestà. Credo sia quindi legittimo chiedere chiarimenti e spiegazioni”. Anche Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera chiede “ai vertici del movimento grillino di chiarire la natura di quei rapporti con personaggi collusi con la malavita capogruppo del Pd alla Camera”. E Andrea Romano, deputato Pd, parla di “modalità opache di reclutamentonto dei candidati a 5 Stelle”.

La replica dei M5S: “Fa francamente ridere che sia il Pd a ergersi a cattedra morale della politica, un partito che con la mafia ci è andato a braccetto finora, che è persino stato in grado di sostenere un condannato come De Luca alla presidenza della Regione Campania in una lista-ammucchiata sostenuta da Ciriaco De Mita. Fa ridere sì, che sia il Pd, che oggi ha fatto della questione morale una reliquia, ad avanzare lezioni di trasparenza nei confronti dell’unica forza politica onesta e pulita, qual è il M5S”. Dichiara il M5S. “Per non parlare di Orfini – aggiungono i parlamentari – colpevole non solo di aver trascinato Roma nel fosso, ma soprattutto di aver difeso fino all’ultimo l’ex presidente Pd di Ostia Andrea Tassone nonostante – come lui stesso dichiarò – avesse avuto contezza ben prima della magistratura dei suoi legami con i clan mafiosi del litorale. Dal 91 ad oggi – prosegue il 5 Stelle – circa un centinaio di Comuni, se non di più, sotto l’amministrazione di centrosinistra sono stati sciolti e commissariati per infiltrazioni mafiose ed hanno anche il coraggio di parlare, di dispensare lezioni di democrazia”. “La verità – prosegue il 5 Stelle – è che sono decenni che la mafia prova a infiltrarsi nella politica e quando ha incontrato Forza Italia e il Pd ci ha fatto affari, piazzando anche i suoi uomini in Parlamento. Quando ha provato ad avvicinarsi al M5S è stata messa alla porta. Questo è accaduto a Quarto, dove il M5S ha espulso De Robbio prima ancora che fosse indagato ed oggi è parte lesa . Questa è la grande differenza tra una forza di cittadini onesti e puliti come il 5 Stelle e la vecchia classe politica: noi – conclude la nota – camminiamo a testa alta, loro dovrebbero avere almeno la decenza di restare in silenzio”.

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