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La crisi è senza pietà: malato di tumore vive in macchina

La crisi non perdona, non guarda in faccia a nessuno, ed a volte la sorte da anche il colpo di grazia. E’ la storia di Gaspare Tumminello che da due anni vive nelle sua auto dopo aver perso lavoro, casa e dignità. Si tratta di una persona che era perfettamente inserita nella società; era un contribuente, aveva un bar, ma ad un certo punto i debiti lo hanno sopraffatto costringendolo a dichiarare fallimento. Il destino con lui però è stato particolarmente crudele perché da qualche tempo, questo uomo di 54 anni che non ha nessuno, sta lottando contro un tumore maligno allo stomaco. Va in ospedale a sottoporsi alla chemioterapia confondendosi perfettamente tra gli altri pazienti preoccupati, ma poi è costretto a tornare nella sua macchina dove in totale solitudine lotta con i dolori fisici e la sofferenza psicologica.

Nel suo racconto ai giornalisti del Corriere della Sera, il Signor Tumminello appare rassegnato alla situazione attuale e vive con l’unica speranza che lo Stato gli riconosca almeno un sussidio di appena 250 euro almeno per riuscire a mangiare. Una cifra ridicola per un uomo solo, triste e malato che meriterebbe di avere un riparo caldo in inverno e fresco in estate invece di stare sdraiato su sedile ribaltabile di un’automobile. Insomma, che meriterebbe di essere rispettato. Dov’è lo Stato italiano? Dov’è il cosiddetto Stato sociale? Ormai siamo in un regime liberale dove non è prevista l’assistenza al cittadini in difficoltà, ma al massimo la carità che è la prima “spesa” che si taglia quando l’economia non va bene. Il caso di questo signore forse (ce lo vogliamo augurare) è ancora da considerarsi estremo, ma se in questo paese non si ristabilirà presto una giustizia sociale le cose finiranno davvero molto male.

Art 3 della Costituzione Italiana:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

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