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La guerra in Mali, le guerre giuste o sbagliate e il silenzio dell’Europa

mali-guerraLe guerre inutili dell’Occidente. Così il titolo di stamane del Sole 24 Ore con l’articolo scritto da Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali all’Università di Milano. La situazione diplomatica in Mali e Algeria si fa davvero bollente. Sono ore delicatissime quelle che stanno coinvolgendo le popolazioni algerina e maliana. La presenza radicata e capillare sul territorio dei terroristi di Al Qaeda preoccupa la diplomazia internazionale. Il timore più grande è che le tensioni in Mali e Algeria possano sprigionare focolari di tensione in altri Stati. Il punto in questo momento è quello di provare a comprendere se l’utilizzo della forza militare sia ancora uno strumento valido per conseguire obiettivi di natura politica.

In Mali è in atto una vera e propria guerra tra i jihadisti e l’esercito maliano. La Francia ha già inviato più di mille uomini nel paese africano. La strage di ostaggi avvenuta ieri in Algeria con l’intervento delle forze militari algerine per liberare i 41 ostaggi stranieri, oltre a diverse centinaia di algerini, sequestrati nell’impianto di estrazione di gas di BP Statoil e Sonatrach di Tigantourine, ha provocato una sorta di corto-circuito diplomatico con le diplomazie internazionali fortemente irritate per non essere state avvertite. Su tutti l’America di Obama e l’Inghilterra di Cameron.

L’Italia dal canto suo si è mossa nell’affaire Mali, ma il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha confermato che il nostro paese attuerà solamente un supporto e un ausilio di carattere logistico. Sarà l’ennesima guerra inutile, l’ennesimo tentativo lampo di risolvere una situazione difficile che si protrae nel tempo e che darà luogo ad una vera e propria guerra con la morte anche di numerosi civili? Forse sì, forse no. Intanto registriamo l’ennesimo silenzio dell’Europa e l’agire isolazionistico degli stati europei senza che si possa notare all’orizzonte qualsivoglia strategia di tipo collegiale.

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2 comments

  1. il Piccolo Scrivano Malandrino

    Preosegue il Risiko dei Padroni del mondo (la Finanza Parassita coi suoi maggiordomi):
    Kosovo (porta del narcotraffico in Europa): fatto.
    Egitto e canale di Suez: fatto.
    Tunisia: fatto.
    Libia e petrolio: fatto.
    UE governata da servi sciocchi: fatto.
    Ora manca la Siria, in cui è in corso una “pacifica” primavera eterodiretta, sul modello libico.
    L’Iran lo lasceranno abbaiare, tanto non morde; e poi giustifica nuove commesse militari e gli stipendi degli 007.
    Il Mali non era previsto, ma tanto Hollande è una pedina degli stesi padroni di Sarkozy.
    Si sa: ogni guerra vuol dire più business per l’industria militare, la filiera del petrolio può alzare i prezzi, i monopolisti dell’oro e dei diamanti idem.
    ALl’ONU “già ridono”: più campi profughi, più aiuti internazionali, più mediazioni ecc. cioè più viaggi diplomatici di lusso, più grassi stipendi ai funzionari, più pizzi sulle forniture alimentari e medicinali…
    Conviene a tutti !

    “VOI SCARAFAGGI PROSPERATE CI SONO MORTE E PUTREFAZIONE” (Will Smith, in Men in Black; 1997).

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