La legge di bilancio.Salta la sanatoria dei contanti non dichiarati

Clamorosa marcia indietro del Governo sul contante.Palazzo Chigi riscrive la norma del decreto fiscale,destinata a riaprire i termini della voluntary disclosure, ribattezzata “salva-Corona”.L’ultima bozza del provvedimento non contiene più l’aliquota forfait al 35%, eliminata e sostituita con le normali aliquote  progressive sui redditi e dunque si torna al vecchio regime. La retromarcia arriva in un momento caldissimo sul fronte della legge di bilancio, il cui testo ancora non c’è. Il ministro
del Lavoro Giuliano Poletti è costretto alla difesa: «Non ci saranno né lacrime né sangue Boeri  sbaglia, la manovra guarda al futuro». Il presidente Inps però insiste: «Non si cresce senza
investire sui giovani. E il governo fa poco per loro. Il grosso delle risorse lo mette sulle pensioni».
La partita vera però si gioca a Bruxelles. Durante il vertice che si è chiuso ieri a Bruxelles tra Renzi
e Jean-Claude Juncker non si sono registrati contatti sulla manovra. Al dossier per ora lavorano
Padoan e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Eppure dietro le quinte le trattative
iniziano a dare frutti. Lo scorso fine settimana, dopo il via libera del governo alla manovra,da Bruxelles hanno informato il Tesoro che se non fosse stata cambiata sarebbe stata rigettata,
e in tempi brevi l’Italia sarebbe finita sotto procedura. A non piacere le una tantum e il deficit
al 2,3%, un decimale al di sopra di quanto concordato in via riservata da Juncker e Renzi a
Bratislava.La prossima settimana la Commissione invierà al governo una lettera con richiesta di
chiarimenti sulla legge di bilancio. Dopo una settimana Moscovici potrebbe rigettare la manovra, chiedendone una nuova bozza entro tre settimane. La manovra dunque non verrà bocciata
subito, anche se grazie alla lettera di chiarimenti la porta per respingerla più avanti resterà aperta. Si arriva così al 9 novembre,quando usciranno le previsioni economiche di Bruxelles. Quindi il 16 novembre sarà pubblicata l’opinione sul bilancio italiano,che la Commissione farà a pezzi pur senza vincolarsi a immediate azioni contro Roma.È proprio questa l’idea: restare in stand by fino al referendum nella speranza che la polemica permanente con l’Europa di Renzi abbia solo fini elettorali.

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