La lezione di Adele ai Grammy: “Chiedo scusa per la stecca”

Martedì notte, lo Staples Center di Los Angeles s’è illuminato della luce di migliaia di star. Sotto il tetto del teatro californiano, si è riunito il meglio dello show business. Che, con l’abito della festa, ha assistito alla 58esima edizione dei Grammy Awards. Gli Oscar della Musica si sono conclusi nel giro di poche ore, con la vittoria di Taylor Swift ela consacrazione a mostro sacro di Kendrick Lamar. La biondina della Pennsylvania, un tempo tutta camperos e chitarre, ha ritirato il premio per il miglior album dell’anno. Il suo 1989 è stato il disco preferito dalla National Academy ofRe-
cording Arts and Sciences, che della Swift ha voluto fare la prima artista in grado di portare casa la statuetta per due anni consecutivi.

«Voglio dire a tutte le giovani donne che se crederete in voi stesse, un giorno, arriverete dove volete», ha detto Taylor cedendo la scena a Lamar. Vera star della serata. Il rapper, che più di tutti quest’anno ha restituito credibilità ad un genere ormai inflazionato, ha portato a casa ben cinque Grammys. Sbaragliando la concorrenza ed esibendosi in una delle performance più apprezzate dell’intera cerimonia.

A capo di una banda di detenuti, Lamar ha tentato, infatti, di puntare sul politico. Mettendo in scena un’esibizione ben diversa di quella proposta da Lady Gaga versione David Bowie e da Adele, che nei panni di se stessa ha steccato. La cantante, sul palco con All I Ask, ha avuto grossi problemi tecnici: il suono si è interrotto. Poi alzato e abbassato. Adele ha stonato. E con grandissima umiltà si è scusata. «Capita», ha scritto lei, regina dalla voce graffiante, su Twitter. Dove nessuno mai si è scusato per alcuni dei tanti strazi all’italiana.

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