La neve si scioglie, i fiumi si restringono: Europa e USA a rischio siccità nei prossimi decenni

La neve si ritira dalle vette montane e i ghiacciai in Groenlandia rischiano di sciogliersi completamente

Un enorme porzione dell’emisfero settentrionale del pianeta soffrirà gravi problemi legati alla crescente scarsità d’acqua, a causa del riscaldamento globale. Si tratta di una parte della Terra che ospita attualmente più 2 miliardi di persone, e che potrebbe trovarsi a fronteggiare una crisi idrica ed il ritiro sempre più consistente delle nevi sulle cime montane.
Le condizioni atmosferiche estreme associate alla paralizzante siccità verificatasi in California negli ultimi anni è molto più probabile che abbiano luogo oggi in condizioni di continuo riscaldamento globale rispetto al clima che si registrava prima che l’uomo cominciasse a rilasciare nell’atmosfera enormi quantità di gas a effetto serra.
Il climatologo Noah Diffenbaugh, professore associato di scienza del sistema Terra ambientale a Stanford, aveva dichiarato, in una precedente ricerca, di aver trovato che l’alta pressione atmosferica della California, che è fortemente legata alle basse precipitazioni, è molto più probabile che si verifichi oggi, che prima dell’avvento dell emissioni di gas ad effetto serra, le quali hanno avuto inizio durante la rivoluzione industriale nel 1800. In pratica avremo estati sempre più calde, ed ogni nuovo anno farà registrare picchi da record sulla scala del termometro.

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Il ricercatore Hans Joachim Schellnhuber ha dichiarato che l’acqua al momento deve essere la più grande preoccupazione di tutti i leader politici. Se il mondo si riscalda anche di soli 2 ° C al di sopra del livello attuale – fattore che ora sembra eccessivo, ma che sarà inevitabile entro il 2100 – fino a un quinto della popolazione mondiale potrebbe subire gravi carenze idriche.
Secondo un team di scienziati negli Stati Uniti e in Europa, i banchi di neve che si accumulano sui monti – da cui scaturiscono le acque che ingrossano i fiumi – sono sempre più esigui rispetto al passato. E se il trend negativo non viene arrestato probabilmente il problema dell’approvvigionamento idrico in diverse regioni agricole, che vanno dalla California fino al Medio Oriente, diverrà davvero difficile da risolvere entro il 2060.

Sempre meno neve e più aumenterà il rischio di siccità

Se si considerano le cifre complessive, circa un centinaio di bacini idrici dell’emisfero boreale vengono alimentati dalla neve, 2 miliardi di persone vivono grazie a quella risorsa.

Justin Mankin, autore principale dello studio e ricercatore presso l’ Earth Institute della Columbia University di New York, in un comunicato ha specificato che i “gestori delle risorse idriche devono prendere accordi e trovare diverse alternative dal momento che il serbatoio neve non esisterà più.”
Secondo lo studio, le aree che sono più sensibili alle variazioni climatiche sono i bacini situati nella California settentrionale e centrale, nella Spagna e nella Francia meridionale, oltre il bacino dell’Ebro-Duero in Portogallo, e il bacino di Shatt al-Arab che rifornisce di acqua gran parte del Medio Oriente, tra cui Iraq e Siria.
Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista online Environmental Research Letters, afferma che nella maggior parte del Nord America, nel Nord Europa, nella Russia, nella Cina e sud-est asiatico, ci si aspetta che le precipitazioni riescano a soddisfare la crescente domanda di acqua potabile. Ma fin quanto le precipitazioni potranno sopperire al restringimento dei bacini fluviali?
Le autorità degli Stati Uniti hanno affermato che un clima secco misto ad un inverno mite aveva fatto sì che nelle zone occidentale della California lo spessore della neve sulle vette montane aveva raggiunti livelli minimi allarmanti. Adesso si aspetta chi leader mondiali nel prossimo incontro programmato a Parigi trovino un accordo sui modi migliori per ridurre gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

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