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La rabbia di Napoli contro Higuain e De Laurentis: ora ci vogliono acquisti

Gonzalo Higuain sentiva di essere un giocatore della Juventus quando giovedì sera aveva parlato al telefono con Maurizio Sarri. Si era promesso al club bianconero e organizzava con Marotta e Paratici le visite mediche a Madrid. Venerdì sera, in gran segreto, le aveva effettuate. E prima ancora aveva scelto la prestigiosa residenza torinese di piazzetta Brosio, quartiere Crocetta. Una villa a due piani con giardino e piscina interna, ambiente e arredamento da fiction televisiva. Aveva firmato il contratto di affitto, inserendo un cadeau per il facoltoso professionista proprietario della casa e tifoso bianconero da oltre quarant’anni. Per lui due abbonamenti allo Juventus Stadium, oltre a un canone mensile di tutto rispetto.

Higuain è andato via in silenzio, oggi è ufficialmente in maglia a strisce, nel feudo «nemico». A Sarri non aveva raccontato dell’accordo raggiunto con la Juve e gli aveva garantito che, se entro il 25 luglio la sua situazione non fosse cambiata, lo avrebbe raggiunto in Trentino. All’allenatore del Napoli resta il rammarico di non aver avuto la possibilità di incontrarlo e magari di provare a convincerlo. Lo scorso anno ci era riuscito, ma stavolta il centravanti aveva le idee molto chiare: Juventus e soprattutto fame di vittorie. Ieri mattina l’a.d. bianconero Marotta aveva parlato con De Laurentiis, comunicandogli la volontà e la disponibilità a pagare immediatamente la clausola di 94,7 milioni. Nessuna violazione contrattuale nell’aver fatto svolgere le visite mediche a Higuain senza aver informato il Napoli.

L’attivazione della clausola libera infatti da ogni obbligo la Juve nei confronti del club che detiene il cartellino del giocatore. Il versamento avverrà in due tranche. Al giocatore un contratto quadriennale da 7,5 milioni l’anno più la gestione esclusiva dei diritti di immagine. Higuain sarà a Torino domani, quando la squadra sarà rientrata dalla tournée di Melbourne e anche gli altri giocatori della rosa, reduci da Europeo e Coppa America, torneranno alla base. La cessione di Higuain passerà alla storia come la più cara dopo quella di Baie (100 milioni) dal Tot- tenham al Real Madrid. Ma il record potrebbe durare poco se la Juventus definirà il passaggio di Pogba allo United per 120 milioni, operazione verosimilmente collegata all’acquisto di Higuain.

Ieri sera il Napoli ha disputato la seconda amichevole a Trento (fischi al vice-presidente azzurro Edo De Laurentiis e striscione contro il Pipita) la prima doppietta del dopo Higuain l’ha messa a segno Manolo Gabbiadini. Ma l’attaccante bergamasco non potrà essere il faro dell’attacco azzurro. De Laurentiis si è rimesso al lavoro: l’esigenza è sostituire Hi- guain, cercare sul mercato un centravanti di pari valore. Difficile.
Il ds azzurro Cristiano Giuntoli ha avviato ufficialmente i contatti con Carlos Bacca: il Napoli ha offerto ai rossoneri 20 milioni più uno a scelta tra Val- difiori e El Kaddouri, proposta rifiutata dal Milan che chiede 30 milioni cash. Il colombiano è in rotta con il club, ha un ingaggio inferiore a quello di Hi- guain (3,5 e chiede 4,5) e vuole trasferirsi in una squadra che giochi la Champions. Da tempo al Napoli piace anche Kalinic della Fiorentina: anche qui servirebbero 25-30 milioni. Sarri continua a insistere per Mauro Icardi, ma la strada che porta all’argentino sembra impraticabile. Nelle ultime ore è emerso il nome Dzeko, ma pare una suggestione. Sarà un’impresa sostituire un centravanti che lascia dopo 36 gol.

Non è vero che i tifosi non se lo aspettavano. Lo avevano capito, eccome, solo che volevano illudersi. Volevano illudersi che Higuain ragionasse come loro, pur sapendo che non è mai stato uno di loro. E volevano illudersi che quando Aurelio De Laurentiis, dopo aver incontrato il d.g. della Juventus Beppe Marotta, disse che la questione era chiusa, stesse dicendo la verità e non invece parole adatte solo a tenere buona la piazza.

Lo avevano capito quando l’altra sera a Dimaro, dove il Napoli è in ritiro, era stato annullato improvvisamente l’incontro in un teatro fra i tifosi e Sarri, con la poco credibile spiegazione che il tecnico non poteva allontanarsi dalla squadra alla vigilia dell’amichevole giocata poi ieri sera con il Trento. Avevano capito che la società non voleva domande, sapendo che sarebbero state tutte sull’argentino.
E adesso che le cose finalmente sono state svelate —non dai diretti interessati, ma sono state comunque svelate — sbaglia chi pensa che Napoli sia una città in lutto. Sì, qualche scena i fotografi in giro per la città in cerca di immagini colorite l’hanno catturata.

La maglia numero 9 del Pipita (quella di riserva, la rossa) strappata e buttata a terra in via Toledo, insieme alle sue foto; l’immancabile «pastoraio» di San Gregorio Armeno che ha voluto essere il primo a fare la statuetta del giocatore vestito in bianconero (ma quando la venderà mai?); i biscotti con il volto di Gonzalo sulla confezione svenduti a metà prezzo; qualche striscione comparso a Fuorigrotta, nella zona del San Paolo. Ma non è delusione, è rabbia, e non perché se ne va ma perché va alla Juventus. Una scelta che gli costerà cara solo in termini di accoglienza a base di fischi, quando tornerà a giocare a Napoli.
Per il resto i tifosi già fanno i conti pensando a quei 94 milioni entrati in cassa e a come De Laurentiis li investirà sul mercato. Perché ora gli occhi di tutti sono puntati sul presidente: trattenere Higuain non poteva, perché c’era la clausola rescissoria, ma ora, con tutti quei soldi, rinforzare adeguatamente il Napoli dipende solo da lui.

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