La Russia intende bloccare internet in occidente? Secondo un nuovo rapporto è possibile

In caso di guerra, La Russia potrebbe bloccare Internet tagliando i cavi di comunicazione sottomarini dell’Occidente. Questo ha riferito un giornalista politico.

“Sono sicuro che i russi potrebbero interrompere i collegamenti internet con l’Occidente, ma non taglieranno i cavi a meno che non si vada in guerra. Perché farlo sarebbe praticamente un atto di guerra.” ha detto il giornalista e commentatore politico Fred Weir in un’intervista Lunedì a PressTV.

Queste osservazioni seguono un rapporto del New York Times che preoccupa i funzionari dell’intelligence americana. Il rapporto mostra un incremento, da parte della Russia, della navigazione navale e sottomarina intorno ai cavi di comunicazione in fibra ottica collocati nel Mare del Nord, Nord est asiatico e al largo delle coste degli Stati Uniti.

Weir ha detto che il rapporto ha importanza “solo perché l’intelligence americana ha deciso di condividere adesso queste informazioni” e ha fatto notare che in caso di una guerra globale, Internet sarebbe solamente l’ultimo dei problemi a fronte dei della distruzione causata dalla guerra.

Secondo il rapporto del NYTimes, l’ultimo trucco della Russia contro gli Stati Uniti potrebbe consistere nel recidere i cavi in ​​fibra ottica sottomarini da alcune delle posizioni strategicamente più importanti per gli USA, in modo da interrompere le comunicazioni istantanee dalle quali dipende la stabilità dei governi occidentali, l’economia e la tranquillità dei cittadini, oggi terrorizzati all’idea di un mondo senza internet.

Il caos economico che deriverebbe da una possibile chiusura di internet sarebbe senza precedenti.

Weir dichiara che oltre 10.000 miliardi dollari l’anno vengono “spostati” in transazioni commerciali effettuate mediante i cavi sottomarini ogni giorno. Oltre alle transazioni, i cavi sottomarini in fibra ottica garantiscono il passaggio di importanti segreti militari statunitensi.

Il sospetto di un “default” di internet paventato da Washington è stato ignorato da Mosca. Dalla Russia infatti non è giunta alcuna dichiarazione ufficiale in merito alle accuse.

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