La Sicilia di Crocetta come la Grecia? Allarme della Corte di Conti

La Regione Sicilia continua ad avere molte più spese che entrate e rischia il default: l’allarme è della Corte dei Conti. Nonostante la cosiddetta “cura Crocetta”, dunque, la situazione della regione siciliana è sempre più preoccupante. Il debito aumenta ogni anno, esattamente come il numero dei dipendenti, mentre le entrate non riescono a fare fronte alle spese. Lo dice espressamente la Corte dei Conti siciliana, che sottolinea come il buco abbia ormai raggiunto gli 8 miliardi di euro e senza un piano di rientro gestito direttamente dal governo la situazione potrebbe presto precipitare.

I conti della Sicilia, di cui Crocetta è presidente dal 2012, sono dunque dissestati e la Corte dei Conti non risparmia nemmeno l’amministrazione di centrosinistra, che è vero sì che ha ereditato una situazione difficile, ma l’avrebbe aggravata continuando ad aumentare spese e dipendenti.

I principali saldi di bilancio – dice il presidente della Corte, Maurizio Graffeo – sono molto negativi. E per questo siamo preoccupati. I nostri controlli non solo proseguiranno ma saranno perfino rafforzati.

La Corte dei Conti riconosce che abbiano fortemente inciso fattori economici negativi, ma servono comunque interventi più radicali, anche se la Finanziaria 2015 contiene misure rigorose. A gravare più di tutto sui conti della Regione Sicilia, riferisce ‘Tgcom’, sono il personale, la sanità e le società partecipate. Durante il 2014 Crocetta ha pagato 938.529.000 mila euro di stipendi ai 17.325 dipendenti (14.950 assunti a tempo indeterminato, 1.737 persone con contratto a tempo e 639 esterni) e ai 1.737 dirigenti. La sanità, invece, è costata nei 12 mesi del 2014 9,168 miliardi di euro spesi nel 2014, ossia il 46% del totale delle uscite regionali. Anche in questo caso, però, la piaga è il personale: nella sanità siciliana lavorano infatti 48.530 persone.

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