La sigaretta elettronica non cura la dipendenza da nicotina e può causare forme gravi di bronchite





La sigaretta elettronica fa parte di un settore che a livello mondiale è stimato avere un valore che supera i 3 miliardi di dollari all’anno, e secondo alcune stime l’industria varrà oltre 10 miliardi entro il 2017. Inoltre, l’industria dell’e-sigaretta pubblicizza il loro prodotto come un’alternativa “sicura” alle sigarette classiche, e molti consumatori le vedono come un nuovo metodo per smettere di fumare.
Ora l’industria sta anche cercando di attirare un nuovo tipo di consumatore, oltre coloro che vogliono smettere di fumare, i giovani che sempre in maggior numero si danno al ‘vizio’ della sigaretta elettronica, attratti dalla varietà di gusti e di aromi che possono trovare sul mercato. La vasta gamma di ‘gusti’ tende così anche a spingere a fumare coloro che non hanno mai avvertito l’esigenza di fumare le sigarette classiche, sotto lo slogan che la sigaretta elettronica non è dannosa come la normale.
sigaretta elettronica


Un recente test condotto dai ricercatori della Harvard University TH Chan School of Public Health, ha messo sotto analisi ben 51 tipi di prodotti aromatizzati per sigarette elettroniche aromatizzati per la presenza del diacetile, dell’acetonin e del pentandione. Queste tre sostanze chimiche che sono tristemente famosi perché causano problemi respiratori. Tra gli aromi più bizzarri vi sono: la gomma da masticare, lo zucchero filato ed il ‘Tutti Frutti’. Secondo i dati finali dell’analisi almeno uno dei tre prodotti chimici è stato trovato in 47 dei 51 aromi che sono stati testati.




Secondo Taylor Hays, direttore del Mayo Clinic Nicotine Dependence Center, i consumatori sono fondamentalmente in balia dei produttori che li confondono con una miriade di aromi, di cui poco si sa circa le sostanze chimiche che li compongono, ed inoltre ancora non ci sono normative FDA sui prodotti.
Secondo un recente rapporto dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’uso della sigaretta elettronica è triplicato tra gli adolescenti tra il 2013 ed il 2014.
Il problema è che il diacetile è direttamente legato alla bronchiolite obliterante, che in condizioni acute può portare ai trapianti di polmone. Questa malattia è conosciuta negli Stati Uniti con il nome di “popcorn lung“. Nome dai lavoratori della fabbrica di popcorn che hanno sviluppato quest pericolosa malattia dopo aver inalato per tanto tempo il diacetile.

Le campagne pubblicitarie sulla e-sigaretta hanno educato i consumatori a credere che i loro prodotti siano sicuri, molto meno nocivi della nicotina presente nelle sigarette. Una recente indagine condotta a New York ha indicato che il 10,5% degli studenti delle scuole superiori utilizzano sigarette elettroniche, e il dato arriva al 12,7% per gli individui di età compresa tra i 18-24. Il settore della sigaretta elettronica resta al momento in gran parte non regolamentato, e con l’industria in rapida crescita occorrono controlli più seri e mirati, per capire cosa la gente sta introducendo nei propri polmoni. Gli effetti a lungo termine non sono ancora conosciuti, ma l’esempio de diacetile e piuttosto eloquente. La nicotina crea un’elevata dipendenza, soprattutto in età giovane non è presente, certo nei prodotti elettronici essa è poco presente però si aggiunge comunque ad altre sostanze, che potrebbero intervenire nel far crescere l’esigenza, passando da un uso ad un abuso del prodotto. Non si parla di cancro ai polmoni, eppure c’è ancora molto che non sappiamo su di esse.

La sigaretta elettronica non cura dalla dipendenza da nicotina

Un altra analisi si è concentrata sugli effetti della nicotina nei vapori della sigaretta elettronica e sul liquido propellente utilizzato per vaporizzare i componenti liquidi. Il propellente forma composti cancerogeni quando esposti a calore elevato.
Le e-sigarette sono dispositivi alimentati a batteria che riscaldano la nicotina – insieme ad altri prodotti chimici – in un vapore che viene poi inalato.
La FDA non ha provato che la sigaretta elettronica sia un aiuto sicuro ed efficace contro la dipendenza dei fumatori. Alcune persone credono che essa possa aiutarli a ridurre abbassare i loro desiderio di nicotina mentre stanno cercando di interrompere l’uso del tabacco. Tuttavia, non è chiaro possono essere efficaci come aiuti per smettere di fumare. C’è piuttosto la possibilità che esse possano perpetuare la dipendenza da nicotina.
Negli USA è nata una vera e propria campagna che invita i genitori a controllare l’utilizzo della sigaretta elettronica nei figli e di contattare il rispettivo rappresentante al congresso, affinché chieda che venga disposta una serie di norme mirate a regolamentare mercato e produzione dei diversi aromi.



3 Replies to “La sigaretta elettronica non cura la dipendenza da nicotina e può causare forme gravi di bronchite”

  1. Io ho smesso in 2 mesi passando all’elettronica senza fumare la tradizionale e dopo la prima settimana ho tolto la nicotina dai liquidi, così ho dissociato la droga dal gesto. Ex fumatore da 15 a 31 anni. Questo funziona ho smesso fumando 8 ore al giorno per due mesi!!!

  2. Ringrazierò la sigaretta elettronica per tutta la vita. In 6 mesi ho prima diminuito e poi eliminato le sigarette tradizionali. Oggi sono esattamente 2 anni che non tocco piu’ una sigaretta. La mia vita è cambiata cosi’ come la mia salute e la mia resistenza fisica. La percezione dei sapori degli odori… il piacere di stare tra la gente senza quella tanfa di fumo addosso. Ogni anno mi concedo un viaggio all’estero in località da sogno con i soldi messi da parte grazie al risparmio dal fumo.
    Amici la sigaretta elettronica non deve sostituire la tradizionale, ma deve essere lo strumento per uscire totalmente dalla dipendenza da nicotina. Un mondo senza fumo fa paura alle lobby del tabacco e agli stati.

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