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Lampedusa, testimonianza shock: “Immigrati lasciati morire annegati”

ITALY-IMMIGRATION-REFUGEE-ACCIDENTIn queste ore i sommozzatori stanno ancora cercando cadaveri a largo di Lampedusa. Si teme che i morti possano essere più di 300. Il ministro dell’interno Alfano, giunto nell’isola qualche ora dopo la tragedia, ha parlato della grande solidarietà del nostro paese, che ha salvato migliaia di vite in mare in questi anni. Eppure la testimonianza di Linda Barocci, avvocato, getta un’ombra sinistra su tutta la vicenda.

“Mentre rientravamo in porto con un carico di 47 persone appena salvate, la guardia costiera aveva gommoni vuoti e nonostante centinaia di persone continuassero a sbracciarsi, allo stremo delle forze, freddi, sfiniti ed intossicati dal petrolio, il gommone rimaneva li, vuoto, con un sommozzatore che gridava “sit down” a quei poveri ragazzi sulla nostra barca, invece di buttarsi a mare e salvarne altri!”

Insomma, stando a quanto scrive Linda Barocci – intervistata anche dal Corriere della Sera – decine di immigrati potevano essere salvati, ma sono stati lasciati morire. L’accusa dell’avvocato, testimone diretto della tragedia, è durissima e dettagliata.

Perché il mare è pieno di persone che devono essere salvate e la guardia costiera dopo innumerevoli chiamate arriva solo un’ora dopo ? Perché tutto ciò succede sotto costa e i soccorsi non arrivano? Hanno mezzi sofisticatissimi per individuare barche miglia e miglia dalla costa e non riescono a vedere un incendio e correre subito a salvare il salvabile? Questa mattina noi eravamo in mare e vediamo teste di persone in acqua, dappertutto, la disperazione e vite da salvare! Gente che annega sotto i tuoi occhi e la guardia costiera dice che deve seguire il protocollo! Ma quale protocollo! Ti ritrovi imbarcazioni della guardia costiera che dicono che devono chiamare Roma per sapere cosa fare, quando tu sei su una barca ed hai già ‘tirato su’ quarantasette vite che tra le lacrime, lo shock, i polmoni e lo stomaco pieno di benzina, hanno passato più di tre ore a nuotare chiedendo aiuto!”

 

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