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L’ISTAT sbugiarda Monti: recessione anche nel 2013

“Intravedo la luce in fondo al tunnel”, “A metà 2013 la ripresa”, “Siamo molto ottimisti, le cose stanno migliorando”… Da settimane, anzi mesi, il governo del PDL del PD e dell’UDC, guidato dal superprofessore Monti, ci dice il carico di tasse che ci è stato somministrato è servito a salvarci e che ormai da qui in poi le cose non possono che migliorare. Nulla di vero secondo gli ultimi dati ISTAT, che per il 2013 prevede un calo del PIL dello 0,5%. Per il 2012, l’Istituto italiano di statistica prevede un calo del PIL del 2,3%, a causa di un contributo marcatamente negativo della domanda interna (-3,6%, al netto delle scorte), solo in parte compensato da quella estera netta (pari al 2,8%, circa il doppio rispetto al 2011). Ecco perché anche l’anno prossimo, le famiglie continueranno a sperimentare significative riduzioni del reddito, con conseguenze negative sul tasso di risparmio e di conseguenza della spesa.

Inoltre, la probabilità di un ritorno agli investimenti da parte delle imprese è ancora bassa e le condizioni del mercato del lavoro, che già “vanta” una disoccupazione record, sono destinate ancora a peggiorare. Per il 2013, il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare all’11,4%, sia a causa del contrarsi dell’occupazione, sia per l’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata. Per quanto riguarda l’inflazione, infine, l’ISTAT prevede per il 2012 un aumento del 2,7%, mentre per il prossimo anno l’ISTAT prevede un’inflazione pari al 2%. Ancora sacrifici ai soliti noti dunque, con aumento dell’IVA ormai non scongiurabile e nuove tasse in arrivo.

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One comment

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    Se Monti non fosse il nipote di Raffaele Mattioli (una specie di Sindona più accorto; Banca Commerciale Italiana) e massone, sarebbe – forse – un oscuro contabile di poche speranze e poche capacità.
    Del resto, la Finanza Parassita si serve proprio di servi sciocchi per distruggere la Civiltà Europea degli ultimi duemila anni, e imporre una broda unica indistinta; meno Dante Alighieri, più Endemol e McDonalds.
    Più schiavi, meno paritte IVA.
    Più consumatori rimbecilliti, meno Popoli e Tradizioni.

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