L’Italia delle sproporzioni: Expo ed immigrazione

Tra Expo ed immigrazione chi ci perde e chi ci guadagna in Italia

Qualcuno aveva detto che sul Cara di Mineo, il maggiore centro accoglienza immigrati situato nel cuore della Sicilia, l’intera l’intera struttura dell’attuale governo italiano sarebbe crollata come un castello di carte.
E così mentre giornalmente la Sicilia è costretta a far fronte ad un numero sempre crescente di sbarchi provenienti dalle coste del Nord Africa e di accordi di politici locali e nazionali, la Lombardia si abbuffa del piatto arricchito dai circa 100 mila visitatori giornalieri che si dirigono verso i luccicanti padiglioni dell’Expo di Milano.

L’Expo che nutre il pianeta ed ingrassa se stesso e le tasche di tutti coloro che sono impegnati nel settore turistico della bella Italia milanese. Si stima che siano ben 100 mila turisti al giorno provenienti da tutte le parti del mondo, che prenotano alberghi, ostelli, b&b, mangiano nei ristoranti, si spostano con i mezzi pubblici e fanno così schizzare alle stelle il prodotto interno lordo di Milano. E di fronte all’emergenza migranti nel capoluogo lombardo un grido unisono si è levato dal governo regionali ai cittadini.

Dall’altra parte abbiamo una Sicilia dalle centinaia di immigrati al giorno che affollano i centri d’accoglienza, stimati come carceri, pieni fino all’esplosione e del tutto inadeguati soddisfare le richieste crescenti d’asilo politico. E se Bruxelles con una nuova manovra destina 560 milioni di euro da spalmare in sei anni per far fronte alle flotte di barconi cariche di vite e di speranze, di certo una buona fetta verrà assorbita dal meccanismo già consueto, che dell’immigrazione ne fa un business, più che un’esigenza umanitaria. Altrimenti perché tutta questa premura di andar a recuperare barconi ben oltre le nostre acque?

Al termine dell’Expo stimeremo perdite e guadagni e vedremo sempre più l’Italia stirare il suo stivale ed accrescere il divario economico e sociale tra i due antipodi di un paese più si guarda allo specchio e più stenta a riconoscersi.

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