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L’Italia è una Repubblica (af)fondata sul lavoro

PRIMO MAGGIOLa festa del Primo Maggio 2013 è la festa di è rimasto, ahinoi, senza lavoro. L’emergenza lavoro è diventato un tema imprescindibile che deve essere risolto e debellato. Deve essere il primo obiettivo del nuovo Governo Letta. Rilanciare i consumi, offrire nuovi posti di lavoro. La sfiducia degli italiani è ai minimi termini, la sfiducia nei confronti delle istituzioni è sprofondata sotto lo zero. La crisi economica dirompente, una recessione che sembra non avere fine. Non è catastrofismo ma purtroppo la nuda e cruda realtà. I numeri sono a dir poco impietosi e ricalcano una situazione drammatica: come ha rilevato l’Istat , nel mese di marzo il numero degli occupati resta fermo a 22 milioni 674 mila, in diminuzione dello 0,2 per cento rispetto a febbraio, con la perdita di 51 mila posti di lavoro. L’1,1% su base annua: in questo caso la diminuzione è di 248 mila unità.

Le donne soffrono ancora di più rispetto agli uomini e non vedono la luce al di fuori del tunnel. Come riporta Giornalettismo.com:

“Preoccupa il numero di disoccupati: sono 2 milioni 950 mila, anche se c’è una leggera diminuzione dello 0,5% rispetto a febbraio (-14 mila), che riguarda sia gli uomini che le donne. Ma su base annua la disoccupazione cresce (+297 mila). Al mese di marzo, il tasso di disoccupazione si attesta all’11,5%, in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi. Preoccupa soprattutto il dato che riguarda i giovani: tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni  –  che mostra  l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca – è pari al 38,4%.  Anche questo in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente. Cresce anche il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,5%, 69 mila unità) rispetto al mese precedente, con il tasso di inattività che si attesta al 36,3%”.

C’è poi il problema della cassa integrazione che rischia di diventare un bubbone difficilmente arginabile. Mancano le risorse. Servono almeno tre miliardi di euro. Ce farà il governo Letta a dare risposte adeguate?

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One comment

  1. Ok MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando

    Italia niente lavoro ad i Lavoratori oggi in disoccupazione imposta..? Allora i politici non potranno fare più i nababbi..e questa è cosa positiva!Subiranno anche loro la crisi e si troveranno presto senza lavoro..e “NON” avendo mai lavorato realmente saranno più in crisi degli stesi Lavoratori veri!
    Si può e si deve fare conoscere la disoccupazione anche nelle loro case !
    Morando

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