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L’Italia è morta e Letta giochicchia: un paese allo sbando

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-SENATEDisoccupazione complessiva oltre il 12%, ovvero sopra 3 milioni di unità. Tra i giovani, è il 40% a non avere un lavoro. I cassintegrati hanno raggiunto il record. Il debito pubblico è arrivato al massimo storico. Il PIL, per quanto sia difficile da calcolare, scende da 6 anni consecutivi. L’emigrazione verso la Germania è tornata ad essere di massa e non riguarda solo i più giovani e i meno istruiti.

Il mercato immobiliare è colato a picco. Le aziende chiudono o scappano in Svizzera, Polonia, Romania. Il livello di imposizione fiscale ha raggiunto il massimo storico. Siamo tra i paesi con le tasse più alte al mondo assieme a Svezia e Danimarca. Solo che in Svezia e Danimarca i servizi funzionano che è una meraviglia, mentre da noi – ormai – nemmeno la sanità è gratuita. Andate da un dentista, partorite. Vedete un po’ se la sanità è veramente gratuita.

L’elenco poteva continuare, ma non serve altro per sancire come la situazione sia catastrofica. Uno penserebbe: in queste condizioni, il capo del governo scatena l’inferno per cercare di porre rimedio ai problemi. Altro che IVA, altro che IMU da togliere ai ricconi, altro che l’agibilità politica di Berlusconi! La priorità – se ci fosse un governo serio – sarebbe il lavoro! Sarebbero le aziende che muoiono. Sarebbero la scuola e l’università, ormai ridotti a diplomifici, in cui i baroni fanno quel diavolo che vogliono certi di restare impuniti.

Ecco, un governo serio farebbe il possibile per cercare di raddrizzare la situazione. Non nasconderebbe l’evidenza dei problemi. Non direbbe che “la ripresa è vicina”. Balle, a cui nemmeno un analfabeta ormai crede. La ripresa è lontana anni luce, non c’è nessun segnale di ripresa, di fiducia, di speranza. L’unica speranza, per i giovani, è diventata quella di scappare. Tanto, peggio di come in Italia, non può andare all’estero.

Francamente, della fiducia o meno a Letta, non ci importa un fico secco. Cosa ci guadagnerà il paese se il governo più democristiano della storia continuerà il suo percorso? L’IMU cambierà nome? Il porcellum si trasformerà in un super porcellum? L’IVA tornerà al 21%, ma le accise saliranno di 5 centesimi? L’Europa ci dirà di tagliare altri servizi?

Il destino dell’Italia sembra già scritto. Andrà come in Grecia, dove Università, ospedali e uffici chiudono. Dove il patrimonio pubblico viene svenduto e lo stipendio dei lavoratori non basta nemmeno alla sopravvivenza. Dove i borghesi di qualche anno fa sono diventati senzatetto. Dove gruppi di neonazisti sono pronti a prendersi il potere.

Siamo pessimisti? No. Pensate solo che dal 2015, grazie al Fiscal Compact, approvato da Pd, Pdl e Udc, l’Italia dovrà tagliare altri 50 miliardi di euro di servizi. Buona catastrofe.

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One comment

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    Tutto vero, purtroppo.

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