Lo choc di Ranieri-Pasolini: “Un altro delitto aberrante”

Luca Varani e Pino Pelosi: due profili analoghi, due storie che si sovrappongono, a distanza di 40 anni, seppur a parti inverse. Nel 1975, il ragazzo di borgata, che vendeva il proprio corpo per svoltare il lunario e che è stato condannato come l’unico esecutore dell’ omicidio di Pier Paolo Pasolini ha lo stesso profilo di quel giovane, che oggi, invece, è la vittima di un omicidio compiuto in un appartamento al quartiere Collatino di Roma. Nel giorno in cui viene presentato “La Macchinazione”, il nuovo film di David Grieco sugli ultimi tre mesi di vita di Pasolini, è inevitabile l’analogia tra l’efferato omicidio in cui ha perso la vita Luca Varani, 23 anni, e la storia dell’assassinio del poeta e regista.

«TANTE ANALOGIE» Sullo sfondo non c’è più l’idroscalo di Ostia ma un appartamento all’ultimo piano di un palazzo in via Igino Giordani, periferia est della Capitale, dove due giovani – Manuel Foffo e Marco Prato – hanno prima torturato e poi ucciso un ragazzo di 23enni apparentemente colpevole solo di essersi prestato, per denaro, a un gioco erotico. In mezzo, una sessualità vissuta all’estremo e il corpo di Varani fatto a brandelli, proprio come quello di Pasolini. Non c’è la sabbia scura del litorale romano. Il volto del giovane, diversamente da quello dell’intellettuale, è rivolto sulle piastrelle di una camera da letto. Ma proprio in questo, nella brutalità di un omicidio che trascende ogni umana comprensione, che la matrice pasoliniana torna a farsi sentire. L’hanno detto in molti. In questo caso, però, per usare le parole del regista della Macchinazione, si tratta di un omicidio pasoliniano «al rovescio».

David Grieco annuisce con il capo di fronte a questo parallelismo. «Di analogie – afferma il regista – ce ne sono tante». E vanno anche oltre, «il caso Varani – prosegue Grieco – è anche il nuovo caso del Circeo». Dello stesso parere anche Massimo Ranieri che, nel film, veste gli abiti di Pasolini. «Quest’omicidio – ha detto l’attore – è un delitto all’Arancia meccanica ma siamo andati oltre: un fatto aberrante. Anche a me ha ricordato molto il massacro del Circeo i due casi si somigliano, cambiano i periodi ma non la storia. Quando ho letto di quest’omicidio, di questi due ragazzi che hanno voluto addirittura dormire con il morto ma per provare cosa?». Conclude Ranieri: «E’ stato un massacro terribile, riconducibile a quello che Pier Paolo Pasolini diceva oltre quarant’anni fa: il consumismo sarà la nostra “iattura”».

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