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L’on. Bernardini a Montecitorio con 600 grammi di marijuana: “Perché non mi arrestate?”

In diversi Stati americani la marijuana è da pochi giorni legale. Così è anche in alcuni paesi europei. Non in Italia, dove per la detenzione di pochi grammi si finisce in galera. Una vergogna, frutto di una legislazione ideologica, fuori dalla realtà, ipocrita all’ennesima potenza. Per questo oggi i Radicali Italiani hanno manifestato, a modo loro, davanti alla sede del Parlamento.

Si è conclusa nel pomeriggio l’iniziativa antiproibizionista per l’accesso alla cannabis terapeutica e la depenalizzazione per uso personale della coltivazione della marijuana, in piazza Montecitorio, promossa da Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, Associazione Il Detenuto Ignoto.

Nel corso della manifestazione l’’on. radicale Rita Bernardini (eletta col Pd), oltre a presentare alla stampa una sua mozione firmata da 27 deputati per impegnare il governo a semplificare le procedure di importazione, commercializzazione e accesso ai farmaci a base di cannabis e a favorirne la produzione sul territorio nazionale, come atto di disobbedienza civile, ha consegnato ad alcuni malati lì presenti alcuni cime di piante di marijuana, che da giugno sta coltivando sul suo terrazzo.

La reazione delle forze dell’’ordine si è fatta attendere, nonostante l’’on. Bernardini avesse chiesto il loro intervento ai microfoni. Dopo delle ore sono stati sequestrati circa 600 grammi di marijuana. Ai tre malati che hanno ricevuto la cannabis è stata contestata la violazione amministrativa dell’art. 75 dpr 309/90, mentre alla deputata Bernardini al momento nulla, come si evince dal verbale. Domani saranno effettuate le analisi per stabilire il principio attivo della sostanza sequestrata. Di norma per quantitativi così elevati di sostanza stupefacente sequestrata è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza o almeno questo sarebbe stata la procedura che sicuramente andava applicata nei confronti di ciascun cittadino.

E per altro anche il parlamentare che commette un delitto per il quale è previsto l’’arresto obbligatorio in flagranza non gode di alcuna immunità, come recita la Costituzione; pertanto nei confronti dell’’on. Bernardini le forze dell’ordine avrebbero dovuto procedere con l’arresto. Ma inspiegabilmente è stata fatta una eccezione: forse – dicono i Radicali – perché l’’arresto avrebbe sollevato a gran toni il problema politico e sociale della legalizzazione della cannabis e del suo uso terapeutico?

“Fini e Giovanardi fatevi una canna”, a questo grido Rita Bernardini ha esposto e distribuito davanti alla Camera dei Deputati cofanetti con cime e foglie di marijuana “autoprodotta” come azione di disobbedienza civile.

 

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2 comments

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    Eccone un’altra che si preoccupa della cazzate; chissà come saranno contenti i licenziati e i cassintegrati dell’Alcoa, della Fiat e dell’ILVA (e tutti gli altri): i politici pensano alle canne !

  2. Se proprio vogliamo parlare di disocupazione ricordo che l’italia e un ottimo ambiente per la coltivazione della cannabis e se diventasse legale apeirebbe tantissime opportunita nel campo del lavoro perchè ricordiamo che la cannabis oltre al consumo che secondo molte persone è dannoso anche se è meno dannoso rispetto a altre droghe legali potrebbe essere utilizata in diversi settori per esempio tessile alimentare nella produzione di carta evitando abbatimenti di foreste che ci mettono centinaia di anni per ricrescere si può fare di meglio e in pochi mesi e ricordiamo che in diversi stati del mondo è utilizata anche nel campo farmaceutico

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