L’universo sta perdendo il suo splendore

L’offuscamento dell’universo: universal dimming, ovvero la morte delle stelle

La notte di San Lorenzo è caduta il lunedì 10 agosto, inaugurando la tanto attesa settimana delle stelle cadenti. Molti in questo periodo alzano lo sguardo al cielo in cerca dei favolosi giochi luminosi, ma in pochi forse sanno che l’universo perde ogni giorno di più il suo splendore.

A dircelo è un team internazionale di astronomi. Le vecchie stelle stanno morendo con una velocità tale che le nuove stelle non sono in grado di rimpiazzare i vuoti lasciati dai precedenti corpi celesti, ciò implica un numero minore di stelle e di conseguenza una minore luminosità. L’analisi è stata fatta osservando la lucentezza prodotta da 200 mila galassie. Il fenomeno appena riscontrato dalla comunità scientifica internazionale sembra già avere un nome, universal dimming, ovvero oscuramento universale.
“L’universo non ha intenzione oscurasi in tempi brevi”, ci assicura Will Sutherland, astronomo presso la Queen Mary, University of London. “Ma si dissolverà pian piano. E ciò che si lascerà dietro saranno delle vecchie stelle rosse che brillano per molto più tempo”.
Utilizzando i telescopi più potenti del mondo, gli scienziati hanno esaminato 21 lunghezze d’onda, dall’ultravioletto all’infrarosso per misurare il rendimento energetico totale di galassie.
“Mentre la maggior parte dell’energia nell’Universo è stata sprigionata in seguito al Big Bang, ulteriore energia viene costantemente generata dalla stelle che si fondono in elementi come idrogeno ed elio”, dice Simon Driver.

“Questa nuova energia o è assorbita dalla polvere mentre viaggia attraverso la galassia ospite, o fugge nello spazio intergalattico e viaggia fino a raggiungere qualcosa, come un’altra stella, un pianeta, o, molto raramente, un nostro telescopio”.

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