Home » Lavoro & Schiavitù » Primo maggio, nulla da festeggiare

Primo maggio, nulla da festeggiare

quarto-statoPrimo maggio, festa dei lavoratori. Il solito concertone di Roma organizzato dai sindacati. Altre manifestazioni in giro per l’Italia e per il mondo. Ha ancora senso festeggiare? No. Cosa ci sarebbe da festeggiare? Cos’hanno, da gioire, i lavoratori italiani, quelli che si alzano la mattina alle 6 per portare a casa un misero stipendio? Cosa hanno da festeggiare i disoccupati, ufficialmente il 12%, ma in realtà molti di più? Cosa dovrebbero festeggiare gli studenti e i giovani in genere? Uno su tre non ha un lavoro e in alcune città del Sud i giovani disoccupati sono addirittura più del 50%.

L’emigrazione è tornata ad essere di massa. Non si va più, come era fino a qualche decennio fa, dal meridione al settentrione, anch’esso divorato dalla crisi. Si fugge all’estero, prima che qualche Stato – come in parte ha fatto la Svizzera – chiuda le frontiere. Germania, Regno Unito, Svezia, Danimarca, ma anche Emirati Arabi e Cina sono le mete più ambite. Nessuno – è chiaro – regala nulla, nemmeno nei Paesi sopra citati. Ma l’importante, per molti, è scappare da qui e basta. Scappare da stipendi da fame: alcuni lavoratori dei call center guadagnano la miseria di 300 euro al mese! Scappare dal clientelismo becero, che premia gli asini figli di e punisce quelli bravi, senza le spalle coperte. Scappare da una politica marcia, che ha aumentato le differenze tra i ricchi e i poveri, che premia i corrotti, quelli che rubano milioni di euro e non si fanno un solo giorno di galera.

Da Berlusconi a Monti, da Prodi a Letta, da D’Alema a Renzi, le politiche sul lavoro non sono cambiate. Operai e impiegati sono diventati merci. La precarietà è diventata un dogma. Politici, sindacalisti e professoroni – gente col sedere attaccato alla poltrona con la colla – hanno distrutto diritti conquistati nei secoli. Oggi la normalità – anche se si hanno una laurea e due master – sono stipendi da fame, contratti di 6 mesi al massimo, ferie e malattie non pagate. Dall’altra parte, la casta dei politici, dei dirigenti pubblici, dei sindacalisti, dei banchieri, ecc.

No, non c’è un bel nulla da festeggiare. A meno che non facciate parte di qualche casta di privilegiati. Ma allora per voi è festa tutti i giorni, mica solo il Primo maggio.

Loading...

Altre Storie

Meteo, le previsioni dal 24 al 26 novembre

Ma sarà mercoledì la giornata più intensa di maltempo. E’ arrivato il weekend che le previsioni meteo dei principali siti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *