Quasi nessuno ne parla, eppure la situazione della Sicilia è drammatica. La Regione è sull’orlo del collasso economico e finanziario. Sessant’anni di becero clientelismo, di malaffare, di mafia, opere incompiute o non costruite, fondi buttati, ecc. fanno sentire il loro pesante effetto. Le difficoltà dell’isola governata da Raffaele Lombardo sono note a tutti e da tempo. Ma la bomba, ora, è sul punto di scoppiare. Ciò che è certo è che il prossimo presidente della Regione si troverà a gestire una situazione complicatissima, con margini d’azione molto ridotti. A meno che non si voglia continuare in maniera irresponsabile sulla via delle assunzioni clientelari, delle consulenze faraoniche e degli sprechi di vario genere. In Sicilia si andrà al voto il prossimo ottobre. Lombardo, dell’Mpa, ha annunciato le dimissioni in questo mese. Le responsabilità del disastro sono dell’intera classe politica, visto che – a turno – tutti i partiti (dall’Udc al Pdl, passando per il Pd) hanno appoggiato il potente governatore.
Ma veniamo al rischio bancarotta, appena lanciato dal vice presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello. ”La Sicilia è sull’orlo del fallimento, vicina al default” ha detto l’imprenditore al Corriere della Sera, aggiungendo che ”va ripensata anche l’autonomia e occorre avviare un’operazione-verità. Scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo”.
Secondo Lo Bello, ha le sue responsabilità anche il governo di Roma, che nulla ha fatto per porre un freno alle spese folli delle Regioni, i cui dipendenti e manager hanno privilegi clamorosi. “Monti – ha aggiunto l’imprenditore al Corriere – deve subito mettere mano ai conti, controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili”.
“La Sicilia – ha detto ancora Lo Bello – rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a sé stesse l’impunita”.
Ha qualcosa da dichiarare il governo dei tecnici? Oppure, secondo i professoroni, gli sprechi della Regione Sicilia, così come quelli degli altri enti locali, vanno tollerati, tanto poi pagano i soliti fessi? Non è ancora accettabile che da una parte si predichi rigore e dall’altra si butti il “denaro dalla finestra” per farlo raccogliere a parenti, amici ed elettori di.


3 Commenti
Sono passati quasi sei mesi dalla pubblicazione di questa notizia così allarmante,ma tutt’oggi non è successo niente di tutto quel che si legge. A chi dobbiamo dare ascolto? C’è forse qualcuno che si diverte a prendere per il culo gli italiani e pretende addirittura di essere considerato il salvatore dell’Italia? Dove sta la verità?
Sì, ci prende per il ‘ulo
Una sola parola M E R D A