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Malavita e videopoker: minacciato giornalista – ascolta l’intercettazione

videopokerVentinove ordinanze di custodia cautelare, oltre 150 perquisizioni, sequestrati beni per oltre 90 milioni di euro affidati alla Guardia di Finanza nei confronti di appartenenti ad un’associazione a delinquere capeggiata da un importante boss della ‘ndrangheta, che dalla provincia di Ravenna dirigeva sul territorio nazionale ed estero, un’intensa attività illecita nel settore del gioco online e delle Video Slot manomesse. Il capo dell’organizzazione, Nicola Femia, originario della Calabria, trasferito in Emilia Romagna per scontare un provvedimento di «obbligo di firma», è pregiudicato per diversi reati, tra cui traffico internazionale di stupefacenti e armi.

LE MINACCE AL GIORNALISTA: In un’intercettazione telefonica l’organizzazione mostra tutta la sua spietatezza facendo riferimento al giornalista della Gazzetta di Modena e collaboratore di Repubblica, originario della Calabria, Francesco Tizian, già finito in altre occasioni nel mirino della ‘ndrangheta. «O la smette o gli sparo in bocca» ha affermato l’imprenditore Guido Torello che si lamentava per gli articoli “fastidiosi”.

IL BLITZ NELLE SALE DA GIOCO – L’associazione a delinquere dal territorio ravennate dirigeva sul territorio nazionale ed estero, anche attraverso estorsioni e sequestri di persona, l’attività illecita nel settore del gioco on line e delle video slot manomesse. L’organizzazione, secondo quanto accertato dai finanzieri, aveva la base operativa in Emilia e ramificazioni non solo in Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) ma anche in Romania e in Gran Bretagna. Il blitz ha impegnato circa 800 finanzieri di diversi comandi italiani che stanno eseguendo le 29 ordinanze (18 delle quali di custodia cautelare in carcere) e 150 perquisizioni in numerose sale da gioco dove erano state piazzate dall’organizzazione le videoslot manomesse o dove era possibile collegarsi con i siti di gioco on line illegali. Tra i beni sequestrati: 18 auto di lusso, oltre 170 unità immobiliari (tra cui una villa con piscina riconducibile al Femia), 21 società, 1500 schede di slot machine modificate e 30 rapporti bancari.

Anche un appartenente alle Fiamme Gialle in servizio, oltre ad un finanziere ed un ispettore di polizia, entrambi in congedo sono finiti in manette. Si tratta di un’ impiegata del ‘Palazzaccio’ di piazza Cavour, a Roma,  rimasta coinvolta nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Bologna: le hanno perquisito l’abitazione e il suo posto di lavoro negli uffici della Corte di Cassazione.

Fonte: il Quotidiano della Calabria.it

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