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Giovanni Floris

Manifesti abusivi e bugie della Polverini, Floris censura i Radicali

Giovanni Floris

Dopo essersi assolta a Piazzapulita, Renata Polverini si è assolta a Ballarò, il programma televisivo che l’ha creata mediaticamente. Se non fosse stato per Giovanni Floris, il Pdl l’avrebbe mai candidata a governatore il Lazio nella maniera disastrosa che conosciamo? Al 99% no.

Ieri la Polverini, come da copione, sulla poltrona che più ama, ha detto di non sapere del fatto che i consiglieri regionali rubavano e sperperavano denaro pubblico nella maniera più vergognosa. Anzi, l’ex leader dell’Ugl si è vantata di “avere fatto pulizia, mandando tutti a casa”.

Ovviamente le cose sono più complicate di quanto non possa pensare il telespettatore più sprovveduto. Un po’ di chiarezza sulla vicenda avrebbe potuto farla Mario Staderini, esponente dei Radicali. Che, naturalmente, Floris non ha invitato in trasmissione (se no la Polverini rischiava una brutta figura…), ma che è stato anche censurato addirittura dal suo ufficio. A spiegare come è lui stesso, sul proprio profilo Facebook.

Ho chiamato Ballarò chiedendo di intervenire telefonicamente per correggere le falsità che erano state dette in trasmissione. Mi hanno risposto che non prendono telefonate. Avevo premesso che non ero Berlusconi e avrei accettato il contraddittorio. A quel punto mi hanno proposto di scrivere qualcosa che leggesse Floris specificandomi “anche ampia, di considerazione politica”. Dopo aver chiarito che l’indomani avrei comunque reso pubblico quanto successo, ho scritto il seguente messaggio:

1) non è vero che tutti i partiti erano nell’ufficio di presidenza che ha votato soldi ai gruppi: ne fanno parte pdl, udc e lista Polverini e due partiti di opposizione, ma non i radicali, i quali hanno poi votato contro al bilancio che li prevedeva;

2) i riflettori sul fiume di denaro sui soldi ai gruppi regionali si sono accesi solo dopo che i consiglieri radicali hanno pubblicato online – per la prima volta in Italia – quanto aveva preso il loro gruppo e come li avevano spesi. Grazie a questo fatto Rizzo ha scritto articolo che ha fatto esplodere caso;

3) vorrei chiedere alla Presidente Polverini se i manifesti abusivi, evadendo oltre 20 mila euro stimabili di tasse comunali non pagate, che oggi hanno tappezzato Roma con la sua faccia a firma citta nuove li ha commissionati lei e chi li ha pagati. ”

Hanno letto solo il primo punto e saltato gli altri più pesanti. Non si sono chiesti neanche chi fossero i due partiti opposizione complici. Caro Floris – conclude Mario Staderini – la tua credibilità ha iniziato una discesa capezzoniana”.
Insomma, l’esponente dei Radicali avrebbe potuto dare un contributo decisivo a fare chiarezza sulla vicenda, avrebbe gettato la maschera della Polverini. Invece niente. Il Porta a Porta de sinistra aveva lo scopo per ben preciso di salvare la faccia del governatore. C’è riuscito? Speriamo di no. Ma di certo Floris, il papà della creatura Polverini, non ne esce affatto bene.
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