Mar Cinese Meridionale: Il tribunale dell’AJa favorisce le Filippine, Cina non accetta la sentenza

Le Filippine hanno vinto una sentenza importante nel caso contro la Cina su alcune fasce contestate del Mar Cinese Meridionale. L’arbitrato tenutosi nei Paesi Bassi al tribunale dell’Aja però non è stato riconosciuto dal governo cinese.
La Corte permanente di arbitrato dell’Aja ha emesso la sentenza nell’ambito di un procedimento secondo il quale la Cina avrebbe boicottato le Filippine, un alleato degli Stati Uniti che, ha presentato una denuncia presso il tribunale nel 2013.
Le Filippine hanno accolto con favore la decisione e il governo ha dichiarato di essere pronto a discutere i meriti del suo caso davanti al tribunale. “I nostri connazionali possono essere certi che quelli che rappresentano il nostro paese si sono continuamente preparati per questo“, ha detto Abigail Valte, un portavoce del presidente Benigno S. Aquino III delle Filippine.

Il ministero degli Esteri cinese ha detto che il paese non avrebbe accettato alcuna pregiudiziale del tribunale;  si accusano le Filippine di “una provocazione politica sotto il mantello del diritto“. Comunicano da Pechino.
Il caso è tenuto sotto stretta sorveglianza da parte degli Stati Uniti e di altri paesi asiatici che trafficano nella Mar Cinese Meridionale, dove la Cina sostiene la  propria sovranità su tutte le isole e gli atolli.

Le Filippine, rappresentate da un avvocato americano, Paul Reichler, dello studio legale di Washington Foley Hoag, sostengono che essa ha il diritto di sfruttare il petrolio e i gas in acque fino a 200 miglia nautiche della zona economica esclusiva che si estende dal territorio che rivendicano nel Mar Cinese Meridionale.

Il tribunale dell’Aja ha respinto le richieste di Pechino che le dispute nel Mar Cinese Meridionale riguardassero la sua sovranità territoriale, che la Cina sostiene che essendo basata su diritti storici è indiscutibile.

Foley Reichler ha presentato le sue argomentazioni nel mese di luglio dinanzi al tribunale, istituito nel 1899 per favorire la risoluzione pacifica delle controversie internazionali. C’era stata una notevole speculazione sul fatto che il tribunale avrebbe accettato il caso, data l’assenza della Cina dal procedimento.

La Corte ha sentenziato che ha l’autorità di ascoltare le osservazioni delle Filippine, che si basano sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, un insieme di leggi che il governo degli Stati Uniti non ha però firmato, ma che usa ugualmente per far valere le sue pretese nel Mar Cinese Meridionale.

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