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Marino, prima il PD lo fa eleggere e poi lo scarica

Marino, sindaco di Romas abbandonato definitivamente dal PD, elezioni in primavera ma il PD teme che la città possa andare al M5S

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è diventato già agli atti ex sindaco, pur senza aver ancora lasciato ufficialmente la sua carica.

Dopo aver speso migliaia di euro in cene costosissime, voli per San Francisco, tutti a spese del comune, nessuno più al PD vuole ‘sporcarsi’ per il chirurgo. Lo aveva fatto per primo Matteo Renzi, scaricandolo al ‘marziano’, ora ci pensa anche Matteo Orfini, presidente dell’Assemblea Pd e commissario del Pd romano.

Intanto il M5S, in prima linea nel fuoco incrociato sul Ignazio Marino, accusa la sua amministrazione fallimentare, tra piatti di pasta alle cozze costati 44 euro a bottiglie di vino (Amarone e vari per intenderci) alla modica cifra di 80 euro. E intanto la città ed i suoi mezzi pubblici rischiano il degrado.

Adesso c’è il rischio che la Procura di Roma invii al sindaco un avvio di garanzia, gettando il PD ed anche il centrodestra nel panico, dal momento che entrambi in quanto a correttezza non sono proprio messi bene davanti agli occhi dei cittadini della capitale. Basti pensare ai problemi sorti con Alemanno.

Esiste dunque la possibilità seria che il M5S possa occupare il comune più importante d’Italia.

Il PD spera che Marino si dimetta il prima possibile, e dall’interno i piani alti fanno la loro pressione, altrimenti bisogna andare ai voti nel maggio 2016.

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