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Mario Casati, morire a 92 anni per mano di un jihadista

5894464-kGLB-U4321086642912zaF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Nizza Voleva tenersi il mare vicino evitando la folla della Promenade des Anglais, dov’è morto giovedì, fra i primi a esser travolto. Mario Casati era innamorato della costa tra Sanremo e Bordighera: per anni indeciso se prendere un appartamento in Liguria, aveva conosciuto Nizza per le piccole riparazioni domestiche commissionategli dalla figlia Dania, nel monolocale acquistato in città. Aveva opposto resistenza, questo 92enne, dinanzi al fascino del luogo e alle insistenze di Dania di trovarsi anche lui una casetta.

Aveva ceduto quando aveva visitato le immobiliari, comparato i prezzi e capito che qui, all’epoca, costava meno rispetto alla Liguria. Un brianzolo vecchio stile, il signor Casati, testa bassa e lavorare, il culto della famiglia, i soldi guadagnati e risparmiati, «credente sì ma il giusto», uomo spiccio, un’unica raccomandazione in famiglia, una preghiera: quando sarà, per favore, seppellitemi con la mia Rina, che scomparsa per una malattia negli anni Ottanta riposa nel cimitero di Baggio, periferia Est, il suo angolo di Milano dopo Be- sana Brianza e Bozzolo, e prima di Nizza. Ecco. Nizza. Rue de France, parallela della Promenade des Anglais. Cucinotto, salottino con divano letto, un bagno.

E un frigorifero pieno. Salumi, formaggi, latte, yogurt, pane surgelato. Una scorta. Nel piccolo alloggio infine comprato vent’anni fa, Casati non sostava mai a lungo. Preferiva gite brevi, nonostante l’età soffriva la sedentarietà. Se possibile girava il mondo e per esempio era stato in Messico con dei parenti. Martedì scorso aveva acconsentito a una vacanza lunga. Due settimane, forse più. La coppia vogherese dei D’Agostino, compagni di passeggiate e spiaggia, voleva festeggiare a dovere la pensione di lui, Angelo D’Agostino, con le ferie senza limite inseguite da sempre.

Erano tutti insieme, l’altra sera. Loro tre e Graziella Ascoli, «una cara amica anziché la compagna» precisa la famiglia Casati: un’osservazione conseguenza della volontà non di proteggere chissà quali segreti privati, ma semplicemente di rispettare quello che avrebbero voluto loro due. Mario e Graziella s’erano trovati, entrambi vedovi, e piaciuti. Precisi, ordinati, era scritto che a un certo punto avrebbero dovuto incrociarsi. Avevano iniziato a frequentarsi. Anche Graziella, in passato a capo di una segreteria a Mediaset, inizialmente preferiva altre acque, quelle di Grado. Era stato Mario, nel frattempo divenuto geloso di Nizza, a convincerla a cambiare.

In questi tempi angosciosi, a chi ancora ha la fortuna d’averli in famiglia gli anziani ripetono che se abbiamo superato la Seconda guerra mondiale supereremo tutto. Originario di Besana Brianza, in una zona di antichissime cascine, Mario Casati non aveva visto le bombe che distrussero Milano ma era stato investito dalla fuga degli sfollati. Quanti ne emigrarono, nel suo paese. E quanti poi, a conflitto terminato, rimasero per tornare a essere imprenditori e commercianti. Che alla fine, in quelle terre, è un destino scritto. Non per Casati. Sognava i film. Ma, pragmatico, mica si credeva un attore o un regista. Entrò nella gestione dei cinema. Primo incarico a Bozzolo, provincia di Mantova.

Per pranzo andava alla rosticceria di Rina, la futura moglie. I frequenti passaggi nascondevano altro che la fame. Si fidanzarono e sposarono. Nacque Dania e nacque Ilda. Da Bozzolo, nell’Italia del boom, si trasferirono a Milano. Casati e un socio presero in custodia altri cinema, sale storiche e affascinanti adesso scomparse. Forse capì che le cose stavano per cambiare.
Abbandonò i film e risalì alle origini e al cuore della Brianza. Artigiano. Una bottega. La fabbricazione di borsette e cinture. Era contento? «Contentissimo» dice il politico ed ex assessore provinciale Carlo Gravina, marito di Ilda. Gravina è stato sulla Promenade. Ha voluto vedere i punti esatti. Ha provato a immaginarsi la scena. E questo ci diciamo, nel salutarci, parlando di stragi di innocenti e di come sopravvivere: che forse Graziella, che aveva problemi a camminare, non è riuscita a fuggire, e che Mario, il 92enne Mario Casati, non ha potuto abbandonarla.

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