Massima allerta in Piemonte e Liguria: ecco il punto della situazione, esondano Po e Tanaro

Dall’odore che ti entra nel naso e non se nc va. Un odore rancido e pungente che resta appeso nell’aria per giorni. Un tanfo che ieri si è tornato a respirare nel cuneese, in particolare a Ceva, Garessio. Priola, Bagnasco,Ormea, gli ultimi avamposti piemontesi prima che le colline scendano verso il mare della Liguria.
Recidiva. Già colpita dall’alluvione del 1994, che provocò decine di morti, quella sottile striscia di territorio lungo il Tanaro è tornata a vivere l’incubo quando il fiume – ingrossato dalle violente piogge a monte – ha superato gli argini e si è riversato nelle strade, nelle piazze, nei cortili delle case. Gli argini. alti fino a sei metri, sono stati scavalcati dall’ondata. Per circa due ore il flusso non si è fermato.

L’esondazione ha diviso in due Ceva, neanche 6.000 abitanti, con allagamenti nei quartieri Nosalini. Filatoio, e in corso 4 novembre dove il Centro di formazione del Corpo Forestale è finito sott’acqua. Ire agenti della polizia stradale sono stati salvati devastata dalla piena. Invase dal fango anche le scuole materne, elementari e superiori. La situazione è analoga a Garessio, 3.000 abitanti, che già nel primo pomeriggio era raggiungibile solo dai mezzi di soccorso. I ponti sono stati sommersi dall’acqua ma hanno resistito, il centro del paese è stato compieta- mente allagato. A Or- mea si è aperta una voragine nella piazza centrale che ha inghiottito un’auto c un camion. Alcune frazioni di Priola, come Pian Chiasso e Casario, sono isolate per le frane che hanno invaso la strada: vigili del fuoco e soccorso alpino hanno raggiunto lecase per portare generi di prima necessità ai circa 50 abitanti.lapr0619-0035-kdje-u432502786027795he-1224x916corriere-web-sezioni-593x443

Sfollati. Complessivamente sono circa 200 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case (un centinaio a Ceva, una cinquantina a Bagnasco). La maggior parte ha trovato sistemazione da parenti o amici, altri sono stati accompagnati nei centri allestiti dalla Protezione civile. Qualcuno si è rifugiato in albergo, come la signora Marisa di Ceva, 91 anni, che ha preferito andare «lontano da quel fiume maledetto». In serata i primi segnali positivi: il livello del Tanaro ha iniziato a scendere, in quota è arrivata la neve. Nelle Langhe. L’emergenza si è spostata nelle Langhe per l’arrivo notturno della piena. Ad Alba la Ferrerò ha chi uso lo stabilimento per precauzione, annullando i festeggiamenti che avrebbero dovuto concludere le celebrazioni per i sellati t anni dell’azienda. Anche le scuole resteranno chiuse. Il presidente della Regione Piemonte ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale. La macchina dei soccorsi gira a pieno regime, tutti si affannano a presidiare i punti delicati e ad assistere gli sfollati. Molte strade sono chiuse, non si contano le frane sulla rete stradale secondaria.

L’emergenza proseguirà almeno fino a questo pomeriggio. Calamità. «Questa volta le precipitazioni sono state più in- tensedi allora, ma di fatto la situazione è stata migliore grazie agli interventi fatti nel frattempo». sostiene il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino pronto a chiedere lo stato di calamità naturale per le aree maggior mente colpite. «In valle Tanaro ci sono persone evacuate, negozi, opifici e campi allagati. I danni sono già evidenti, la situazione c assai critica. Ma quella tragedia – sottolinea evidenziando le differenze tra oggi e 22 anni fa – ci ha insegnato: il letto del Fiume c più pulito, non ci sono più materiali e non si è verificato l’effetto diga sui ponti che, almeno perora, hanno tenuto; sono state create aree di esondazione».

Nel frattempo Legambiente accusa: «Sono bastati pochi giorni di pioggia e il Piemonte è di nuovo ripiombato nell’in- cubo alluvione. Una situazione critica dovuta da un lato ai fenomeni meteorologici persistenti, ma soprattutto agli sforzi ancora inadeguati sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico». È quanto dichiara Fabio Dovana, presidente di legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. «I primi responsabili della sicurezza del nostro territorio – dice – sono i sindaci che purtroppo nella maggior parte dei casi sono inadempienti sia in termini di azioni per la prevenzione del rischio sia nella gestione delle emergenze. F.ppure – aggiunge – ancora troppi sindaci nella nostra regione sembrano non esserne consapevoli». In Piemonte, ricorda Legambiente, sono i 131 su 1206 i comuni con aree a rischio frana o alluvione, pari al 93% del totale, con punte del 99,2% nelle province di Cuneo c Asti.

TORINO. I Murazzi del Po, un tempo luogo della movida torinese, sono finiti sotto un metro di acqua. E il livello continua a salire. Accade sempre che la zona delle storiche arcate lungo il Po venga sommersa quando si scatenano le alluvioni o comunque forti ondate di maltempo. Ma resta un’immagine della Torino che ha paura per la minaccia dell ‘acqua, come a Borgo Dora, sulle sponde di uno degli altri fiumi che attraversano la città. I .’impetuosa corrente trascina rami e oggetti di ogni genere, l’alveo si fa sempre più largo. Tra la basilica della Gran Madre di Dio e piazza Vittorio Veneto, sotto al Monte dei Cappuccini suggestivo in queste settimane per effetto delle Luci d’Artista, che Io ammantano di blu per le feste di fine anno, gli accessi al fiume sono tutti chiusi e vigilati dalla polizia Municipale, come tutti gli altri ponti e corsi d’acqua della città. Sul ponte Vittorio Emanuele I tram, autobus e auto private continuano a circolare – la portata del Po c ancora lontana dalla sommità delle arcate – ma i pedoni sono pochi: la pioggia è forte e incessante, la piena accentua il vento che piega gli ombrelli e inzuppa i vestiti.

Quasi tutti i torinesi che sfidano il maltempo guadagnano in fretta i portici di via Po dopo una frettolosa foto o selfie con lo sfondo del fiume che si è fatto inquietante alle loro
spalle. Il grande fiume a Torino ha già raccolto tanti altri corsi d’acqua in piena – soprattutto il Pellice, il Chisone, il Sangonce alla periferia est si unisce alla Dora c alla Stura per cominciare la sua discesa verso la lontana foc e. I.e imma – gini delle alluvioni del ’94 c del 2000 tornano in mente a tanti: i lampioni sono per metà sott’ acqua, i tanti circoli remieri sono in ansia, i battelli della navigazione pubblica sembrano immersi in un porto di mare divenuto limaccioso.

La Polizia Municipale di Nichelino ieri è intervenuta, al confinecon Torino, per mettere al sicuro i clochard che vivono sotto il ponte in via Artorn, a rischio per l’innalzamento del fiume Sangone. Il livello continua ad aumentare da ore e nelle prossime ore è attesa la piena. 1 senzatetto verranno ospitati in un albergo a spese del Comune. Nel frattempo è arrivata in quota anche la neve. A Sestriere il manto bianco ha superato i 70 centimetri. Per il rischio caduta alberi, il Comune ha disposto la chiusu ra al traffico della Sp23. Oggi scuole chiuse.

GENOVA. Emergenza maltempo anche nel Ponente della Liguria. soprattutto nell’Imperiese e nel Savonese, dove ha diluviato per molte ore, facendo esondare vari fiumi e costringendo un centinaio di persone a lasciare le proprie case per motivi precauzionali. Varie le frazioni isolate e difficoltà per la viabilità c per i trasporti ferroviari soprattutto in direzione del Piemonte, investito da un’ondata di maltempo ancora più imponente di quella ligure. La permanenza della perturbazione sul territorio li gure ha indotto la protezione civile regionale a prorogare l’allerta rossa a Ponente fino alle 12 di oggi. In quella zona le scuole resteranno chiuse.

Per il governatore ligure Giovalini Toti si tratta della perturbazione peggiore degli ultimi 12 anni ma non si sono registrate vittime dirette. Un pescatore è stato dato per disperso dopo essere caduto in acqua a Lavagna mentre pescava sugli scogli alla foce dell’Fntella e uno studente di 16 anni è morto a Spezia in un incidente stradale avvenuto sotto la pioggia. Sorvegliati speciali per tutta la giornata sono stati il Bormida, il Neva, il Genia, il Varatella e il Marcinola nel Savonese. Il Bormida ha fatto crollare il ponte delle Fucine in località Pallareto a Murialdo, lasciando isolate 40 famiglie nelle frazioni di Borgate Conradi e Pallareto. Il fiume Neva ha inghiottito un ponte a Cisano. Borghetto Santo spirilo è stata allagata dalle acque del Varatella. Il Bormida ha allagato anche Cairo Montenottc. Invasi dall’acqua case fondi e negozi a Dego, Carcare, Cai izza no e Ccngio. Il Marcmola ha allagato Pietra Ligure travolgendo dieci auto parcheggiate. Nell’ Imperiese il sindaco ha disposto l’evacuazione di una quarantina di persone a Ceriamo nell’entroterra di Sanremo. In provincia di Imperia sono rimasti isolati il Comune di Armo e due frazioni. Quaranta sfollati anche a Riva Ligure. Nel primo pomeriggio. in un’ora, a Allunga sono caduti 50 nini d’acqua. È stata allagata la passeggiata di Sanremo e alcune vie di Bordighera. Le piogge battenti hanno provocato disagi anche nella viabilità. Problemi anche per i trasporti ferroviari. Solo in serata sono ripresi i collegamenti ferroviari fra San Giuseppe di Cairo e Acqui Terme.

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