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Matrimoni celebrati a distanza via web e Skype: arriva il via libero della Cassazione

Sta destando parecchio scalpore e allo stesso tempo sta facendo molto discutere, nelle ultime ore, la decisione presa dalla Cassazione in merito alla vicenda relativa alle unioni tra due persone celebrate non come avviene solitamente e dunque di presenza ma, al contrario, proprio a distanza e nello specifico, per essere ancora più precisi, proprio la Cassazione ha ritenuto opportuno dare il via libera in merito alla questione relativa ai matrimoni celebrati precisamente utilizzando i moderni strumenti di comunicazione ovvero via internet o Skype.

Adesso dunque per coloro i quali si amano ma per vari motivi non possono vivere serenamente il loro amore uno vicino all’altro ecco che sarà possibile celebrare matrimoni via web, e farlo sarà molto semplice. Nello specifico, per connettersi e celebrare anche matrimoni a distanza, basterà semplicemente avere una connessione internet e soprattutto è importante che, il Paese nel quale viene officiata l’unione, riconosca proprio tale modalità di matrimonio a distanza, il tutto per garantire l’effettiva veridicità dell’unione in questione. E dunque, proprio secondo la Cassazione, il matrimonio contratto via internet da due persone in Stati differenti e secondo la legge del Paese straniero dove era stato registrato, può essere assolutamente considerato valido e trascrivibile in Italia. E proprio i giudici di merito, si sono espressi affermando che “l’unione tra due persone celebrato nello specifico all’estero è valido nel nostro ordinamento, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione, o dalla legge nazionale di almeno uno dei nubendi al momento della celebrazione, o dalla legge dello Stato di comune residenza”.

E proprio poco tempo fa, tramite web, è stato celebrato a distanza il primo matrimonio, l’unione nello specifico tra una donna italiana e un uomo pakistano ma in quel caso ecco che proprio l’ufficiale di stato civile del luogo aveva negato la possibilità di effettuare tale unione a distanza e precisamente si era rifiutato di convalidare in Italia, tale unione, giustificando la sua decisione affermando nello specifico che proprio “la modalità di celebrazione era da ritenersi in contrasto con le leggi dell’ordinamento italiana”. Nello specifico, dunque, proprio il sindaco del comune emiliano sopra citato, aveva deciso di rifiutare di celebrare tale tipo di unione ed ecco che però proprio la Corte di Cassazione ha obbligato il funzionario pubblico a fare un passo indietro.

“Se l’atto matrimoniale è valido per l’ordinamento straniero, in quanto da esso considerato idoneo a rappresentare il consenso matrimoniale in modo consapevole, esso non può ritenersi contrastante con l’ordine pubblico solo perché celebrato in forma non prevista dall’ordinamento italiano” sono queste nello specifico le parole espresse dalla Cassazione nella sentenza 15343 della prima sezione civile e depositata, per essere più precisi, esattamente pochissimi giorni fa ovvero lo scorso 25 luglio 2016.

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