matrimonio combinato: modella musulmana si suicida

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Nadia Menaz, modella musulmana, trovata impiccata. I parenti le avevano imposto un matrimonio combinato

Tante luci ed ombre sul suicidio di Nadia Menaz, la modella musulmana trovata impiccata in casa sua, nella contea di Greater Manchester.
Nadia, che con la sua famiglia musulmana viveva ad Oldham, aveva 25 anni e per sbarcare il lunario svolgeva i mestieri di modella fotografica e wedding planner. 5 anni fa aveva sposato un uomo, Umar Rasool, in una cerimonia islamica segreta poiché la sua famiglia non approvava l’unione.
Il matrimonio non era pertanto stato riconosciuto dalle leggi inglesi, ma i due avevano comunque messo al mondo un figlio nel 2012.

Ruksana Kauser e Sabir Hussain, rispettivamente madre e padre di Nadia, avevano in tutti i modi cercato di allontanare la coppia, auspicando un matrimonio combinato con un giovane di una famiglia da loro più apprezzata.
La modella, esasperata dalle continue pressioni, avrebbe richiesto un ordine di protezione dai matrimoni combinati alla corte di Manchester, una misura che tutela le donne dall’accettare un matrimonio non gradito.

Nadia Menaz negli ultimi giorni era stata ricoverata più volte in clinica psichiatrica, soffriva di depressione e i suoi arti erano ricoperti da tagli ella stessa si infliggeva.

Il giorno del suicidio, Rasool ricevette un sms dalla moglie:“sto per impiccarmi”. L’uomo si trovava in quel momento in moschea; rapidamente si è recato a casa, ma era troppo tardi: il corpo della moglie era sospeso con una corda al soffitto.

Durante il processo sono stati uditi tutti i protagonisti di questa vergognosa vicenda: il padre e la madre della suicida affermano di non aver mai stressato la donna imponendole il matrimonio combinato al quale, per cinque anni, Nadia si era opposta.
La loro ipotesi è che la figlia sia stata uccisa. Sabir Hussain ha dichiarato davanti alla corte di aver ricevuto un messaggio il giorno stesso in cui il corpo di Nadia è stato rinvenuto in casa:“tu sarai il prossimo”

Rasool, interrogato a sua volta, ha negato ogni coinvolgimento nella tragedia e ha raccontato ai giudici la sofferenza patita dalla moglie a causa delle pressione e delle minacce della famiglia d’origine.
Sul giallo, la polizia sta ancora indagando.

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