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“Mea maxima culpa”, il film choc sui crimini vaticani: il video

images (2)Il prossimo 20 marzo uscirà nei cinema il documentario choc “Mea Maxima Culpa-Silenzio nella casa di Dio”, ed in anteprima il 18 marzo a Roma. Il regista è Alex Gibney, vincitore dell’Oscar con il documentario “Taxi to the dark side”, dedicato alle torture in guerra. Il film narra dei terribili casi di pedofilia verificatisi nel mondo ecclesiastico e occultati dalla stessa Chiesa Cattolica, ed è incentrato soprattutto sulla figura di padre Lawrence Murphy, accusato di aver abusato di oltre 200 bambini sordomuti nella scuola di Milwaukee. Dal 1950 al 1974 Murphy fu il direttore della St John’s School, scuola cattolica per bambini non udenti. Ben tre vescovi furono informati delle nefandezze del padre, così come gli psicologi tracciarono un quadro di un “pedofilo tipico”.

Tuttavia nessuno pensò mai di denunciarlo, ma Murphy fu semplicemente trasferito dopo la denuncia di un ex studente alla diocesi di Superior. Murphy non si fermò, anzi continuò nei suoi abusi sessuali sui bambini nelle parrocchie, nelle chiese e nei carceri minorili. Ed in questa fosca vicenda sembra aver ricoperto un ruolo fondamentale l’ormai ex papa Benedetto XVI. Nel 1998 Rembert Weakland, un vescovo di Milwaukee, inviò due lettere per denunciare Murphy a Ratzinger, che a quel tempo era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ed uno dei suoi compiti principali era proprio vigilare sui casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Tuttavia quelle lettere non ebbero alcuna risposta e Ratzinger non mosse un dito.

Il regista Gibney incentra il suo documentario su questa vicenda, raccontando casi simili di pedofilia all’interno della Chiesa in Italia ed in Irlanda, mettendo in luce l’omertà esistente nel mondo ecclesiastico. Gibney affonda il colpo e senza mezze misure accusa Ratzinger: “Le dimissioni del Papa sicuramente c’entrano con questa vicenda, anche se non ne ho le prove. Le sue dimissioni sono la cosa migliore di questo Papato. Ha confermato l’umanità del compito: non è una figura divina. È il vicario di Cristo. Solo un uomo con un lavoro. Conosce gli abusi sessuali del clero più di chiunque altro su questo pianeta. Aveva la possibilità di condannarli ma è un politico. Anche se li considera un male morale, voleva denunciarli solo quando pensava che fosse giusto”.

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